Tuttoscuola: Il Cantiere della didattica

Unità di apprendimento sul senso della vita: come parlarne in classe con un cortometraggio

Di Martina Bocchi

La visione del cortometraggio del 2009, The Butterfly Circus, Il circo della farfalla, diretto da Joshua Weigel e interpretato anche da Nick Vujicic, noto formatore motivazionale senza arti, può provocare nei nostri adolescenti riflessioni sul progetto di vita e le domande di senso della propria esistenza. L’insegnante gioca sicuramente un ruolo fondamentale nel guidare i ragazzi a soffermarsi sulle emozioni suscitate dalle vicende del film, sui momenti e sui gesti che evidenziano i valori dell’amicizia e della solidarietà.

Risulta interessante far emergere, durante la condivisione con la classe, le interpretazioni e le prese di posizione di ciascuno rispetto ai diversi comportamenti nei confronti delle persone portatrici di disabilità.  Grazie all’incontro con il signor Méndez, direttore del Circo della farfalla, il protagonista Will, abituato ad essere considerato un povero storpio, impara a riconoscere in sé le sue infinite potenzialità, scopre un modo di essere nel quale le risorse sono più importanti dei limiti, sperimenta un mondo dove ognuno, nella sua diversità, ha un posto che lo può far sentire straordinario.

Questo percorso di apprendimento rappresenta un’occasione per accompagnare gli studenti a riflettere sul progetto di vita che intendono realizzare, a comprendere quanto sia importante guardare oltre l’apparenza per cambiare la visione che abbiamo di noi stessi e di quelli che ci stanno vicino.  La sfida sta nell’abituarci a guardare chi ci circonda con occhi nuovi e convincerci che, qualunque sia la nostra condizione fisica, mentale o sociale, è sempre possibile cambiare, perché “ non è importante dove sei ora, ma è importante dove stai guardando.

Will  trova la sua strada: il bruco diventa la farfalla cui allude il nome del circo.
L’attività laboratoriale proposta nell’unità di apprendimento permette da un lato di individuare situazioni che nella vita dei ragazzi sono dei limiti, delle brutture che non permettono loro di realizzarsi al meglio, dall’altro di rendersi conto degli atteggiamenti e delle occasioni che nella loro quotidianità li fanno sentire persone compiute e libere.
Solo esprimendo i sogni e le aspettative che portiamo nel cuore possiamo liberare la bellezza nella nostra esistenza.

Unità di apprendimento di Religione cattolica per la classe terza
di Giovanni Ghidinelli

Unità di apprendimento: compito unitario. Dopo la visione del cortometraggio Il circo della farfalla, analizzarne le principali dinamiche presentate e nel piccolo gruppo realizzare un Avatar di uno dei personaggi proposti, descrivendone brevemente le svolte decisive compiute nella sua vita.

Unità di apprendimento: competenza. Interrogarsi sul trascendente e porsi domande di senso.

Unità di apprendimento: obiettivo di apprendimento. Confrontarsi con la proposta cristiana per la realizzazione di un progetto libero e responsabile.

Unità di apprendimento: obiettivi formativi. L’alunno:
– si interroga sul trascendente e si pone domande di senso;
– si confronta con la proposta cristiana in vista di scelte di vita progettuali e responsabili;
– crea un Avatar dei personaggi presentati nel cortometraggio e ne sintetizza le vicende.

Attività laboratoriali. Fase 1. Il docente introduce il cortometraggio Il circo della farfalla[1], visitandone con gli alunni il sito ufficiale http://thebutterflycircus.com/ e leggendo insieme la breve presentazione in inglese, in una prospettiva di CLIL: «At the height of the Great Depression, the showman of a renowned circus leads his troupe through the devastated American landscape, lifting the spirits of audiences along the way. During their travels they discover Will, a man without limbs at a carnival sideshow, but after an intriguing encounter with the showman he becomes driven to hope against everything he has ever believed». 

Durante la visione del film (disponibile con i sottotitoli in italiano su youtube al seguente link, gli alunni appuntano sul quaderno le frasi a loro parere più significative; in seguito ciascuno viene invitato a riflettere personalmente, guidato da alcune domande:
Quali emozioni ha suscitato in te il cortometraggio? Quale dialogo ti ha particolarmente colpito? Perché il film può essere considerato una metafora del cammino della vita? Secondo te, in quali momenti e gesti appaiono evidenti i valori dell’amicizia e della solidarietà? Qual è il messaggio che il regista riesce a trasmettere con questo filmato? 

Una volta condivise tali riflessioni con la classe, gli alunni vengono stimolati dal docente a soffermarsi in particolare su un’affermazione forte, ripetuta più volte nel video:
 
«Una perversione della natura. Un uomo, se così lo si può chiamare, a cui Dio stesso ha voltato le spalle. Ecco a voi l’uomo senza arti».

Si avvia quindi un dialogo in aula, cercando di far emergere le interpretazioni e le prese di posizione di ciascuno rispetto a questa frase, confrontandola con la concezione cristiana di un Dio che è amore.

Fase 2. Alla classe viene poi offerto un breve testo giornalistico di commento al filmato (Allegato 1) e  in piccoli gruppi gli alunni disegnano su un cartellone un bruco e una farfalla: sul bozzolo sono invitati a scrivere tutte le situazioni che nella loro vita sono dei limiti, delle brutture che non permettono loro di realizzarsi al meglio; sulle ali invece viene chiesto loro di segnare gli atteggiamenti e le occasioni che nella loro quotidianità li fanno sentire persone compiute e libere, oltre che aggiungere i sogni e le aspettative che portano nel cuore per far emergere la bellezza nella loro esistenza.

Fig. 1. Il piccolo Sammy mentre libera il bruco, ormai divenuto farfalla

Fase 3. Agli alunni, divisi a gruppi, viene fornito un notebook connesso a internet e affidata una figura del cortometraggio: Will (l’uomo senza arti), Mr. Mendez (il direttore del circo), Otto (il contorsionista), George (l’uomo più forte), Anna (la regina dell’aria), Poppy (l’anziano maestro del trapezio) e Sammy (il bambino con il bruco).
Connettendosi dunque al sito  ogni gruppo costruisce l’Avatar, cioè la rappresentazione del personaggio assegnatogli, selezionandone tutte le caratteristiche nei menù disponibili in inglese; al termine del lavoro, dopo aver salvato l’immagine cliccando su save, il disegno viene riportato sul software didattico della Lim, dove i ragazzi aggiungono una descrizione delle vicende del personaggio, sottolineando in particolare le svolte decisive compiute nella sua vita per la realizzazione di un rinnovato progetto.

Verifica, valutazione, monitoraggio. L’attività di monitoraggio si concentra sugli atteggiamenti posti in atto dall’alunno nei piccoli gruppi e sulla sua partecipazione ai momenti di dialogo e condivisione in classe.
Per la verifica si tiene conto di come lo studente si inserisce nel gruppo di lavoro con apporti personali e pertinenti durante il tempo di riflessione e di come reinterpreta le varie informazioni nella realizzazione dell’Avatar e della relativa descrizione del personaggio.

La valutazione risulta accettabile se l’alunno è in grado di individuare i momenti di svolta nella vita dei personaggi del cortometraggio e riesce ad interpretarne alcuni atteggiamenti; è ritenuta invece eccellente se l’alunno mostra capacità critica nella realizzazione del prodotto e sa ragionare sulla propria esperienza in vista di scelte di vita progettuali.                                                                 

[1] Il circo della farfalla (The Butterfly Circus), USA, 2009 (23’), regia di Joshua Weigel, con Nick Vujicic, Eduardo Verástegui, Doug Jones, Matt Allmen, Connor Rosen, Lexi Pearl e Bob Yerkes.
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