Tuttoscuola: Il Cantiere della didattica

Unità di apprendimento: come migliorare il clima della tua classe

di Martina Bocchi

La tecnica per sviluppare un pensiero produttivo, “Sei cappelli per pensare”, elaborata da E. Bono, risulta un valido spunto per coinvolgere i ragazzi nelle diverse attività laboratoriali proposte nell’unità di apprendimento Thinking caps. Argomentare con sensibilità e rispetto.

Interpretare ruoli fissi, indossando i cappelli di diverso colore, favorisce l’assunzione di diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla propria indole; questo metodo  libera dagli schemi creati dalla posizione o dal carattere, permettendo agli ottimisti di esprimere pensieri negativi o ai razionali di provare a essere creativi.

L’attività proposta in questa unità di apprendimento può diventare divertente e nello stesso tempo permette di ottimizzare tempo e risorse, incoraggiando gli studenti a parlare con i compagni con i quali di solito non lavorano.

L’ambito di riflessione dell’unità di apprendimento riguarda il linguaggio delle parole e della gestualità, in particolare l’uso di parole che non offendono in vista della personale relazionalità quotidiana.
Gli studenti riflettono su quali sensazioni potrebbero provocare determinate frasi rivolte a altri e a se stessi; si esercitano nell’adoperare alcune espressioni cambiando tono di voce, postura e utilizzando o meno il contatto visivo.

Ogni studente prepara un thinking cap/ hat  e scrive un promemoria degli atteggiamenti da assumere quando si parla a persone di diverse religioni e in generale con chiunque.
Il cappello si decora con parole, frasi, disegni da usare e si possono anche scrivere consigli sul tono di voce e il linguaggio del corpo.
Il prodotto realizzato, i cappellini, può essere utile a migliorare il clima di classe e alla creazione di relazioni interpersonali  più accoglienti.

 L’occasione per l’ideazione della presente unità di apprendimento è da collegarsi all’appartenenza a Rete Dialogues (RD), https://retedialogues.it/ che ha l’obiettivo di creare un laboratorio vivace e creativo sul dialogo interculturale e interreligioso. La prima occasione di incontro e di scambio di prospettive è stata l’adesione del MIUR al programma Generation Global  https://generation.global/, un progetto internazionale che, attraverso percorsi e materiali didattici mirati, intende promuovere la conoscenza reciproca tra contesti culturali e religiosi diversi, nell’ottica di una costante costruzione di dialogo e con una particolare attenzione all’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche e della comunicazione, quali videoconferenze, piattaforme on line, social network specifici e blog.

Unità di apprendimento di Religione cattolica per la classe seconda

di Rocca Mallardi

Unità di apprendimento: compito unitario

Dopo aver compilato due cartelloni con frasi scorrette e parole corrette dal punto di vista della comunicazione religiosa, riportarle su “cappellini” realizzati manualmente e dialogare con reciproco “rispetto”, passeggiando nella classe.

Unità di apprendimento: competenza

Comunicare.

Obiettivo disciplinare dell’unità di apprendimento

Conoscere la differenza tra linguaggio rispettoso e irrispettoso in campo religioso

Obiettivi formativi dell’unità di apprendimento

L’alunno:
– adopera parole che non offendono in vista della personale relazionalità quotidiana;
– è consapevole del tono che usa e del linguaggio del corpo.

Attività laboratoriali dell’unità di apprendimento

Fase 1. Per motivare e puntare l’attenzione della classe, sull’ “effetto” che le parole potrebbero avere in una comunicazione verbale, si distribuisce in cartaceo il seguente testo  preso dal sito 

Roma, 27 marzo 2012 – Il nuovo illuminismo e l’ostentazione del “politically correct” contagiano anche la città di New York. Il NYC Department of Education bandisce 50 parole dai testi scolastici per minori, per venire incontro all’esigenza di rispettare minoranze etniche, religiose, culturali e sociali sconfinando nel ridicolo e preparando il terreno all’inevitabile serie di polemiche, ripercussioni e parodie che ne seguiranno. Guida quest’assurda classifica la parola “dinosauro” che non piace ai creazionisti (di conseguenza è stato inserito anche il termine Evoluzione), mentre “Halloween” istigherebbe al paganesimo e la parola “compleanno” potrebbe urtare la sensibilità dei Testimoni di Geova. Proibitissime crimine,  schiavitù, povertà e terrorismo e sarà impossibile anche parlare di case con piscina, regali costosi e di argomenti sportivi che necessitino di una conoscenza approfondita; come in “Footloose” sarà proibito “dancing” perché parola lasciva, ma si potrà parlare di “ballet”… chissà cosa ne pensano a Broadway! Esistono numerose parole proibite nei distretti scolastici di tutti gli Stati Uniti e Dennis Walcott, ministro dell’Istruzione, sostiene che questa lista sia così lunga a causa della eterogeneità del corpo studentesco della città di New York. 50 Forbidden Words Banned from Standardized Tests…

  Si chiede agli studenti, di mettersi a coppie, di dividere le parole/frasi in due gruppi: rispettose e irrispettose (Allegato 1). Alcune frasi potrebbero risultare poco chiare e richiedere una discussione sulla loro interpretazione, favorendo così, ulteriormente, la riflessione personale e comune. È importante che gli studenti sappiano riconoscere il valore non tanto dell’attività in sé, ma del perché si sta facendo. Gli studenti possono aggiungere altre espressioni più vicine alle modalità espressive delle località di appartenenza. 
Si suggerisce di proporre l’esecuzione dell’attività in gruppi di quattro alunni, facendoli discutere a coppie con un tempo di durata di dialogo fissata dall’insegnante per ogni allievo al fine di garantire a ciascuno il proprio spazio. Gli studenti riflettono su quali sensazioni potrebbero provocare determinate frasi rivolte a loro. 
Ad esempio, si parli dei libri preferiti, dei programmi televisivi, delle squadre sportive, delle vicende religiose di paesi come il Libano, Israele, Cina, Gaza, Afghanistan, ecc. e si utilizzino alcune delle frasi (Detesto quella squadra … È una stupidaggine… Stai scherzando … Quest’idea è interessante…).

Fase 2. Che cosa contribuisce a dare alle espressioni che si usano un significato diverso? Attività 1. Quest’attività riguarda il tono e il linguaggio del corpo; gli studenti, a coppie, in gruppo o come gruppo classe, adoperano alcune espressioni cambiando tono di voce, postura e utilizzando o meno il contatto visivo. Si consiglia di fare una dimostrazione: si pronuncia una frase con un tono, un’espressione o un linguaggio del corpo inappropriato e si  osservano le reazioni degli studenti. 
Quali parole o frasi sarebbe meglio utilizzare quando si affrontano questioni delicate? 
Si collocano due cartelloni su due pareti opposte, uno dedicato alle espressioni più adeguate e l’altro alle espressioni da evitare. 
Gli studenti propongono parole/espressioni da collocare sul poster più adatto. Due studenti si possono occupare dei posters. L’insegnante interviene per facilitare la discussione solo se necessario. Si osserva come gli studenti si trattano/si parlano durante l’attività.
 Alla fine si chiedono  osservazioni sulla loro capacità di mantenere toni rispettosi in una discussione. 
NB. Si suggerisce eventualmente di interrompere l’attività per lodare gli studenti che utilizzano modalità rispettose, piuttosto che aspettare la conclusione per rimarcare i comportamenti inadeguati. 
Attività 2. Ogni studente prepara un thinking cap/ hat  e scrive un promemoria degli atteggiamenti da assumere quando si parla a persone di diverse religioni e in generale con chiunque. Il cappello si decora con parole, frasi, disegni da usare e si possono anche scrivere consigli sul tono di voce e il linguaggio del corpo.

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 Come nella prima attività, l’aspetto importante non è la costruzione del cappello, ma la comprensione da parte degli studenti del perché lo stanno facendo. Per stimolare la discussione (e la verifica informale tra pari), gli studenti possono lavorare in gruppo. A metà attività, si chiede agli studenti di mettersi a coppie in maniera casuale e di fare un’analisi WWW EBI (solo con 2 punti) dei rispettivi lavori (Allegato 2). I cappellini si possono sostituire con occhiali di carta o badge.

Fase 2. Fase plenaria. Tutti gli studenti indossano i loro cappelli e si muovono liberamente in classe, facendo reciproche osservazioni sui cappelli.

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Si incoraggiano gli studenti a parlare con i compagni con i quali di solito non lavorano, stimolando la discussione con domande quali: 
Cosa ti piace di …? 
Qual è la frase/il suggerimento migliore che hai visto…?
 Hai visto qualcosa che condividi/non condividi? 
Cosa pensi del movimento dei Testimoni di Geova? 
Che cosa pensi della fede degli islamici? 

Nella parte interna del cappello gli studenti scrivono frasi, osservazioni sul tono e il linguaggio del corpo che avrebbero potuto evitare. (È una forma simbolica per “tenere sotto controllo” certi comportamenti). 
Gli studenti possono usare le proprie riflessioni per redigere la Carta dei propri impegni come promemoria di classe (Allegato 3). Al fine di elaborare la Carta da sottoscrivere e far sottoscrivere, s’invitano i ragazzi a sottoporre all’attenzione di tutti una proposta tra quelle annotate sui cappellini e, democraticamente, votare quelle ritenute più idonee per un dialogo proficuo e arricchente (Allegato 4).
Selezionate quattro o cinque indicazioni scelte dalla classe, si passerà alla redazione della Carta.

Unità di apprendimento: verifica, valutazione, monitoraggio

La verifica finale è di tipo auto valutativa e la consegna di tipo esperienziale: 
▪ Individua l’affermazione che non riesci a limare, per durezza di espressione; 
▪ valuta le conseguenze che essa potrebbe provocare in chi la ascolti;
▪ opera poi delle modifiche lessicali, che esprimendo lo stesso significato, non feriscano o indispongano

Gli alunni su invito del docente, stabiliscono criteri per la valutazione: accettabile se nell’analisi della frase riescono a limarne in parte la durezza; eccellente se spesso sono in grado di farlo. 
Per gli studenti più capaci: Le persone non sono sempre libere di praticare o no una confessione. In molti paesi del mondo la libertà di religione o convinzione è limitata. C’è chi sostiene che la libertà di religione o convinzione può essere vista come indicatore di altre libertà, uno dei sostenitori più prestigiosi è il Center for Religious Freedom, parte dell’Hudson Institute. Promuove la libertà religiosa come componente della politica estera degli Stati Uniti operando con un network mondiale di esperti in libertà religiosa per combattere contro la persecuzione religiosa e l’oppressione. Si visiti il sito.

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