La scuola nella legge di bilancio

La legge di bilancio è un documento illeggibile per un comune lettore non dotato di competenze in materia di finanza pubblica, e anche quello appena approvato dal Consiglio dei ministri non fa eccezione con le sue 175 pagine, divise in Titoli, Capi e Articoli (157), di cui solo 3 riguardano la scuola (e pochi altri università e ricerca). 

L’art. 104 (“Buono scuola”) si limita a prorogare di un anno, il 2027, il buono già previsto per il 2026 dalla precedente legge di bilancio alle medesime condizioni.

L’art. 105 (“Versione digitale stampabile dei libri di testo scolastici e universitari”) stabilisce che “L’editore è tenuto a rendere disponibile a un prezzo inferiore di almeno il 50 per cento rispetto alla corrispondente versione cartacea, una versione digitale stampabile dei libri di testo scolastici e dei libri di testo universitari indicati nei programmi di insegnamento”.

L’art. 106 (Rifinanziamento del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile) prolunga al 2028 e 2029 quanto previsto dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (anch’essa una legge di bilancio), aumentando lo stanziamento da 3 a 6 milioni di euro (ma nel 2027 resteranno 3).

Tre smilzi articoli che cambiano assai poco e non sono certo tali da soddisfare la richiesta di forti investimenti e di un radicale “cambio di marcia” che è stata al centro delle manifestazioni studentesche delle ultime settimane.

Ma oltre che nei citati tre articoli, di istruzione si parla anche nell’allegato 5, quello intitolato “Riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese del titolo II dei Ministeri – Triennio 2027- 2029” che alla voce “Ministero dell’Istruzione e del Merito” evidenzia il taglio del budget del MIM nei tre anni indicati, i prossimi tre. È vero che il ministro dell’Economia Giorgetti ha ben “tosato” tutti i ministeri, ma il taglio a quello dell’Istruzione, in questi tempi di turbolenze nella scuola, suona quasi come una provocazione, e ha suscitato le immediate rimostranze dei sindacati, come si riferisce nella notizia successiva. 

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