Dacia Maraini: “Sogno una scuola che formi le persone anche attraverso l’educazione ai sentimenti e al rispetto dell’altro”
Lo scorso 19 ottobre abbiamo incontrato Dacia Maraini a Firenze, in occasione dell’evento “Quale scuola?” moderato da Erika Pontini vicedirettrice de “La Nazione” di Firenze tenutosi presso il teatro “Nuovo Rifredi Scena Aperta” di Firenze., dedicato alle giovani generazioni.
La scuola, per Maraini, è il luogo in cui si forma il futuro e per questo dovrebbe essere al centro degli investimenti dello Stato. Secondo la scrittrice, invece, si continua a disinvestire sia dal punto di vista economico sia da quello culturale. Anche il passaggio simbolico dalla figura del “preside” a quella del “dirigente” rifletterebbe una concezione della scuola sempre più vicina a quella di un’azienda. «La scuola non è un’azienda, non deve produrre degli oggetti», sottolinea Maraini: deve invece «creare, formare delle persone che creeranno il futuro».
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Sono proprio le persone il centro della scuola che immagina per i giovani del futuro. Non basta, secondo Maraini, che gli studenti acquisiscano e immagazzinino informazioni: la scuola dovrebbe occuparsi anche della loro formazione come persone, attraverso un’educazione ai sentimenti, al rispetto dell’altro, alla sessualità e alla famiglia.
Un insegnamento che, nella sua visione, dovrebbe essere garantito a tutti gli studenti e non subordinato all’accordo delle famiglie. «Dovrebbe essere obbligatorio per tutti gli studenti avere una possibilità di formarsi dal punto di vista del rispetto dell’altro», afferma.
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