Concorsi scuola, cambiano i punteggi per titoli e servizi: parere favorevole del CSPI, ma con alcune osservazioni. Ecco le novità

Nuove regole per la valutazione dei titoli nei prossimi concorsi docenti, dal sostegno alle abilitazioni, fino al servizio e ai titoli accademici. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di decreto che modifica le tabelle attualmente in vigore, chiedendo però maggiore attenzione all’equilibrio tra formazione ed esperienza professionale. Le novità non avranno effetti sulle graduatorie già pubblicate né sui punteggi assegnati nei precedenti concorsi.

Il parere, approvato nella seduta del 7 ottobre 2026, riguarda lo schema di decreto ministeriale che interviene sui DM 205 e 206 del 26 ottobre 2023, e in particolare sui rispettivi Allegati B, che disciplinano la valutazione dei titoli nei concorsi per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, su posto comune e di sostegno. Come riportato da CISL Scuola, il CSPI ha accolto positivamente l’impianto complessivo del provvedimento, pur formulando alcune osservazioni sulle modalità di attribuzione dei punteggi e sulla necessità di garantire criteri omogenei. L’obiettivo è duplice: adeguare le tabelle alle novità normative intervenute negli ultimi anni e superare alcune incertezze interpretative che, nelle precedenti procedure concorsuali, hanno determinato valutazioni differenti anche per uno stesso titolo. Qui il parere del CSPI.

Perché cambiano le tabelle di valutazione dei titoli

A rendere necessario l’aggiornamento è innanzitutto l’evoluzione del sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti. Dopo l’adozione dei decreti del 2023, che hanno regolamentato le procedure concorsuali PNRR 1, PNRR 2 e PNRR 3, sono intervenute modifiche significative: dall’introduzione dei nuovi percorsi universitari abilitanti, disciplinati dal DPCM del 4 agosto 2023, alla revisione delle classi di concorso prevista dal DM 255 del 22 dicembre 2023, fino all’attivazione dei percorsi straordinari di specializzazione sul sostegno introdotti dal decreto-legge 71/2024, convertito nella legge 106/2024. Un quadro normativo mutato che richiede, secondo il CSPI, un aggiornamento delle regole di valutazione, anche per evitare il ripetersi delle criticità emerse nelle ultime selezioni. Il problema non riguarda soltanto il riconoscimento dei nuovi titoli, ma anche l’uniformità dei criteri applicati. Le differenti interpretazioni registrate nelle precedenti procedure hanno infatti evidenziato il rischio di disparità di trattamento tra candidati.

Concorsi docenti, cosa cambia per sostegno, abilitazioni e titoli di servizio

Lo schema di decreto, articolato in tre articoli, interviene su cinque principali ambiti della valutazione dei titoli.

Specializzazione sul sostegno. Viene riconosciuto un punteggio aggiuntivo anche per il conseguimento della specializzazione attraverso i percorsi previsti dagli articoli 6 e 7 del decreto-legge 71/2024. Si tratta di un adeguamento che tiene conto dell’introduzione dei nuovi percorsi straordinari di specializzazione.

Insegnanti tecnico-pratici (ITP). È previsto il riconoscimento del punteggio aggiuntivo per le abilitazioni, analogamente a quanto già stabilito per gli altri docenti della scuola secondaria. Il punteggio dovrà essere attribuito anche quando l’abilitazione sia stata conseguita attraverso il superamento di procedure concorsuali selettive.

Superamento di precedenti concorsi. Vengono riconosciuti 15 punti per il superamento di un precedente concorso ordinario, a condizione che si sia svolto nello stesso grado di istruzione. Il punteggio spetta anche quando il titolo sia già stato utilizzato per accedere alla procedura concorsuale.

Titoli accademici e certificazioni. Aumenta il punteggio attribuito ad alcuni titoli, tra cui il dottorato di ricerca, l’Abilitazione Scientifica Nazionale e l’inserimento nelle graduatorie AFAM. L’intervento punta a riallineare le tabelle concorsuali a quelle previste per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) relative al biennio 2026-2028, disciplinate dall’ordinanza ministeriale 27 del 14 febbraio 2026.

Per le certificazioni CeCLIL viene introdotta la specificazione relativa ai percorsi svolti dalle università. Quanto alle certificazioni linguistiche, il testo chiarisce che sono valutabili quelle rilasciate da enti riconosciuti dal Ministero, purché conseguite durante il periodo di validità del riconoscimento dell’ente certificatore.

Titoli di servizio. Lo schema chiarisce che il servizio prestato in una classe di concorso interessata dagli accorpamenti previsti dal DM 255/2023 è considerato specifico anche per l’altra classe aggregata. È inoltre prevista l’attribuzione di 3 punti per ogni annualità di servizio.

Sostegno, il CSPI chiede attenzione alla proporzionalità dei punteggi

Tra gli aspetti sui quali il Consiglio invita l’Amministrazione a un’ulteriore riflessione figura la valutazione dei percorsi di specializzazione sul sostegno. Il CSPI condivide la necessità di riconoscere anche i nuovi percorsi previsti dalla normativa, ma richiama l’attenzione sulla proporzionalità dei punteggi rispetto alle caratteristiche formative dei diversi percorsi di specializzazione. La richiesta è che la valutazione tenga conto in maniera equilibrata della natura e dell’impegno formativo richiesto per il conseguimento dei diversi titoli. Non viene quindi messo in discussione il principio del riconoscimento, quanto piuttosto la necessità di verificarne la coerenza all’interno del sistema complessivo di attribuzione dei punteggi.

Titoli accademici ed esperienza in classe: quale equilibrio?

Un’altra osservazione riguarda il rapporto tra la valorizzazione dei titoli culturali e accademici e il riconoscimento dell’esperienza professionale. Il CSPI valuta positivamente l’incremento dei punteggi attribuiti ad alcuni titoli, ma invita a verificare l’equilibrio complessivo delle tabelle, affinché la formazione accademica sia adeguatamente bilanciata con l’esperienza maturata nell’esercizio della professione docente. È un passaggio significativo perché richiama uno dei nodi della valutazione nei concorsi: come riconoscere, attraverso i punteggi, tanto il percorso di formazione e qualificazione quanto il servizio effettivamente prestato nelle scuole? Il parere non propone una contrapposizione tra le due dimensioni, ma sollecita una valutazione che ne tenga conto in modo armonico.

Nessuna modifica per le graduatorie già pubblicate

Un chiarimento importante riguarda gli effetti temporali delle nuove disposizioni. Le modifiche previste dallo schema di decreto si applicheranno esclusivamente alle prossime procedure concorsuali. Restano pertanto pienamente validi e inalterati i concorsi già conclusi, le graduatorie pubblicate e i punteggi attribuiti sulla base delle precedenti disposizioni. Non è dunque prevista alcuna revisione retroattiva delle valutazioni già effettuate.

Il CSPI chiede anche l’aggiornamento degli Allegati A

Accanto alle osservazioni sulle tabelle dei titoli, il Consiglio segnala infine l’opportunità di intervenire anche sugli Allegati A dei decreti ministeriali 205 e 206 del 2023, per adeguarli alle novità legislative e ordinamentali intervenute. Il parere, espresso all’unanimità, condivide dunque la direzione dell’intervento, ma richiama l’Amministrazione alla necessità di assicurare regole chiare, uniformità di applicazione e tutela dei candidati. La questione centrale resta quella della certezza dei criteri di valutazione: un’esigenza che riguarda direttamente chi parteciperà ai prossimi concorsi e che assume particolare rilievo alla luce delle difformità interpretative già emerse nelle precedenti procedure.

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