“Closed data”: se in Parlamento la stagione dei dati è costretta a fermarsi a due anni fa
Nelle schede di lettura predisposte dal Senato per il ddl S. 2053 relativo al decreto-legge 170/2026 sulla scuola, a proposito dell’art. 1 (Misure urgenti per garantire il sostegno didattico agli alunni con disabilità) si legge: “La relazione tecnica evidenzia che nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità frequentanti le scuole di ogni ordine e grado sono quasi 377 mila, circa 18 mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 5 per cento. Una dinamica di segno diametralmente opposto a quella demografica generale, che invece vede un costante e sensibile calo delle nascite e quindi del numero di iscritti”.
I dati degli alunni con disabilità sono riferiti a due anni fa, come a dire che il tempo si è fermato, nonostante l’aumento effettivo del numero degli alunni con disabilità sia continuato a crescere nel 2025-26 e anche in questo nuovo anno scolastico 2026-27, tanto da essere stimato intorno alle 400mila unità.
Anche nell’art. 13 del DL 170 la scheda di lettura riporta il numero di alunni stranieri soltanto per l’anno scolastico 2024-25 (931.323).
Poiché i dati, come si sa, sono gestiti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in assenza della loro doverosa pubblicazione, anche il Parlamento si adegua ed è costretto a prendere quel che passa il convento.
Il MIM, titolare della gestione dei dati continua ad ignorare l’obbligo di trasparenza e di immediatezza di pubblicità dei dati previsto dal Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, integrato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, intitolato “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, che all’articolo 1 (Principio generale di trasparenza) definisce: “La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.
Tuttoscuola ha evidenziato più volte questa omissione di pubblicità dei dati (si veda sotto negli approfondimenti), senza riscontro alcuno.
È rimasta tuttora senza risposta anche l’interrogazione con risposta scritta dell’on. Manzi (PD) presentata il 3 febbraio scorso.
Altro che “Open data”. Ma cosa serve per obbligare il Ministero a fornire finalmente i dati aggiornati?
Per approfondimenti:
– Che fine hanno fatto i dati sul sistema di istruzione?
– Che fine ha fatto il Focus sui dati di avvio dell’anno scolastico 2025-26? (24 novembre 2025)
– Violazione dell’obbligo di pubblicazione dei dati da parte del MIM/1. Interrogazione parlamentare (16 febbraio 2026)
– Violazione dell’obbligo di pubblicazione dei dati da parte del MIM/2. La trasparenza preoccupa qualcuno? (16 febbraio 2026)
– I dati del 2025-26 sul sistema di istruzione restano top-secret/1. Senza spiegazione (8 giugno 2026)
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