Le sfide dell’AI/1. Serva o padrona?

In un famoso passo della “Fenomenologia dello spirito” di Hegel, che poi ha dato luogo a numerose reinterpretazioni, tra le quali quella di Marx, viene descritto il processo storico della costituzione, all’interno della società, di due figure tipiche, quella del servo, destinato a obbedire, e quella del padrone, che nella lotta si è conquistato la supremazia, il diritto di comandare.

Una dialettica che nemmeno in Hegel (e tantomeno in Marx) ha un esito definitivo e irreversibile perché i padroni hanno bisogno del lavoro dei servi per esercitare il loro ruolo, e questi ultimi in un nuovo scontro potrebbero rovesciare i rapporti di forza, e diventare a loro volta padroni.

La dialettica servo-padrone di Hegel è un’immagine che sembra ben rappresentare il rapporto tra l’homo faber, che è giunto a costruire l’Intelligenza artificiale (AI), e la stessa AI, che secondo alcuni dei suoi stessi creatori (Sam Altman, Geoffrey Hinton, Dario Amodei, Elon Musk, e ora anche Bill Gates) potrebbe a un certo punto sfuggire al controllo dell’uomo e decidere da sé, autonomamente: diventare insomma padrona, riducendo gli esseri umani a servi. Col rischio aggiuntivo (che non c’era in Hegel e Marx) che il processo non sarebbe più reversibile, portando in sostanza all’estinzione del genere umano per come l’abbiamo fin qui conosciuto attraverso la sua storia.

Una prospettiva e un rischio di cui non sembrano preoccuparsi gli attuali leader politici del mondo (da Trump a Putin, Xi Jinping, Narendra Modi), ma di cui ha mostrato di avere piena consapevolezza l’attuale pontefice, Leone XIV, nella sua enciclica Magnifica Humanitas, come mostra il sottotitolo “Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.

Forse anche qui ci potrebbe aiutare la filosofia, ma non nella sua dimensione teoretica: la sfida in corso si pone, e può essere vinta dall’uomo, solo se affrontata su un terreno essenzialmente etico: quello della responsabilità, che deve restare in capo a una decisione umana che si fa carico, in termini neo-kantiani, delle conseguenze delle decisioni prese. In questa direzione si muove in qualche misura l’AI Act europeo, che vieta le applicazioni che minacciano la sicurezza e i diritti delle persone. Ma servirebbe un accordo a livello planetario, dal quale al momento sono lontani paesi chiave come gli USA e la Cina.

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