Caldo nelle scuole, ANP: ‘Il rischio microclimatico va valutato nel DVR’. Ma il nodo resta l’edilizia scolastica
L’emergenza caldo non è più un fenomeno straordinario. Le temperature elevate registrate già dalla tarda primavera e destinate a protrarsi fino a settembre stanno modificando le condizioni in cui si svolge la vita scolastica, mettendo in discussione la sicurezza degli ambienti di apprendimento e l’organizzazione stessa delle attività didattiche. Nei giorni scorsi è intervenuta l’Associazione Nazionale Presidi (ANP), ricordando ai dirigenti scolastici gli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro mentre il dibattito sul futuro dell’edilizia scolastica e sull’adattamento delle scuole ai cambiamenti climatici è sempre più attuale, come dimostrano anche i recenti approfondimenti pubblicati da Tuttoscuola e le prese di posizione delle organizzazioni sindacali.
ANP: il rischio da caldo deve essere valutato nel DVR
Secondo l’ANP, il dirigente scolastico è tenuto a valutare il rischio derivante dal microclima all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), come previsto dall’articolo 181 del D.Lgs. 81/2008 e dal relativo Allegato IV. L’associazione invita i dirigenti, in vista della ripresa delle lezioni a settembre, a coinvolgere il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il medico competente, ove nominato, e il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), così da aggiornare il documento di valutazione e individuare le misure di prevenzione necessarie sia per il personale sia per gli studenti.
Qualora le condizioni ambientali rendessero impossibile garantire lo svolgimento delle attività in sicurezza, e previo parere motivato del RSPP, il dirigente può arrivare anche a disporre la sospensione del servizio. Una responsabilità che, sottolinea l’ANP, è inderogabile, ma che non può trasformarsi nell’unica risposta a un problema di natura strutturale.
Il caldo non può essere un problema solo dei dirigenti
Nel comunicato l’Associazione Nazionale Presidi ribadisce infatti che il rischio da microclima non può gravare esclusivamente sulle scuole. Le elevate temperature registrate nelle aule sono strettamente legate alle condizioni del patrimonio edilizio scolastico italiano: edifici spesso poco isolati dal punto di vista termico, privi di schermature solari e, nella maggior parte dei casi, senza impianti di climatizzazione.
Per questo motivo l’ANP richiama le responsabilità degli enti proprietari degli immobili scolastici, cui la normativa affida gli interventi di manutenzione e adeguamento necessari a garantire ambienti salubri e sicuri. L’associazione torna inoltre a chiedere l’adozione del regolamento previsto dall’articolo 18, comma 3.2, del D.Lgs. 81/2008, che dovrebbe disciplinare la valutazione congiunta dei rischi tra scuole ed enti locali, superando una situazione che oggi lascia spesso i dirigenti soli nella gestione delle emergenze.
Un allarme condiviso anche dalla CISL Scuola Lazio
Le osservazioni dell’ANP si inseriscono in un dibattito che coinvolge l’intero mondo della scuola. Nei giorni scorsi anche la CISL Scuola Lazio ha evidenziato come il tema delle “scuole incandescenti” non possa più essere affrontato con interventi emergenziali. Secondo il sindacato, le ondate di calore che ormai interessano stabilmente anche maggio, giugno e settembre impongono una strategia nazionale di adattamento climatico degli edifici scolastici. Per la CISL è necessario programmare investimenti strutturali sulla riqualificazione energetica delle scuole, migliorando l’isolamento degli edifici, installando sistemi di schermatura e, dove necessario, impianti di climatizzazione efficienti, così da tutelare la salute di studenti e lavoratori e garantire la continuità delle attività didattiche.
Una posizione che converge con quella dell’ANP: il cambiamento climatico non può essere gestito esclusivamente attraverso provvedimenti organizzativi adottati dai dirigenti scolastici, ma richiede politiche pubbliche e investimenti di lungo periodo.
Il servizio di Tuttoscuola: solo il 6,8% degli edifici è climatizzato
Le richieste avanzate da dirigenti e sindacati trovano conferma nei dati analizzati da Tuttoscuola nel recente servizio dedicato alle “scuole incandescenti”. L’analisi dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica del Ministero dell’Istruzione e del Merito evidenzia infatti che appena il 6,8% degli edifici scolastici statali dispone di impianti di climatizzazione. In altre parole, soltanto una scuola su quindici è attrezzata per affrontare temperature elevate all’interno delle aule.
Il dato assume un significato ancora più evidente se rapportato alle aule: delle circa 368 mila presenti nelle scuole statali, quasi 350 mila risultano prive di sistemi di raffreddamento.
Numeri che spiegano perché, durante le ondate di calore, diventi sempre più difficile garantire condizioni adeguate per l’apprendimento e per il lavoro del personale scolastico.
Calendario scolastico: prima degli orari servono scuole più vivibili
Il tema si intreccia inevitabilmente con il dibattito sul calendario scolastico.
Negli ultimi anni è tornata più volte la proposta di redistribuire le pause durante l’anno, riducendo la lunga sospensione estiva e prevedendo periodi di interruzione più frequenti. I dati Eurydice mostrano che l’Italia continua ad avere una delle pause estive più lunghe d’Europa, a fronte di un numero limitato di giorni di vacanza distribuiti nel resto dell’anno.
Una prospettiva che divide il mondo della scuola. Ma, al di là delle diverse posizioni, il cambiamento climatico pone una questione preliminare: è realistico immaginare una scuola aperta più a lungo nei mesi estivi se gli edifici non sono ancora in grado di garantire condizioni ambientali adeguate?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via