Il futuro? Un salto nel vuoto. Indispensabile un nuovo orientamento: dalla strada giusta ai futuri possibili

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Orientare può significare cose molto diverse — e alcune di queste sono in contraddizione tra loro. Può voler dire aiutare qualcuno a scegliere la strada giusta. Oppure aiutarlo ad accorgersi che esistono più strade di quelle che riesce a vedere. Molti adolescenti oggi, quando provano a rappresentare il proprio futuro, scelgono immagini come il labirinto o il salto nel vuoto. Non perché siano disinteressati o privi di ambizione, ma perché spesso possiedono repertori narrativi troppo poveri per immaginarsi davvero altrove. Chi riesce a vedersi in un solo futuro — o in nessuno — non ha necessariamente smesso di desiderare. Più semplicemente, non ha ancora incontrato abbastanza storie da cui ricavare possibilità per costruirsi. Per molto tempo l’orientamento scolastico è stato pensato come un sistema di “matching”: individuare attitudini considerate stabili e indirizzare ciascuno verso il percorso più coerente. Una visione che presuppone che il futuro sia già scritto, e che il compito della scuola sia adattare le persone a un sistema esistente e non ampliare le possibilità che riescono a immaginare per sé. L’orientamento narrativo nasce invece da una domanda diversa: quanti futuri possibili riesce a generare uno studente? È questa la prospettiva emersa anche nel convegno biennale Le storie siamo noi del 2025, dove l’orientamento è stato definito come pratica di giustizia narrativa: redistribuire accesso alle storie e agli strumenti necessari per progettarsi nel tempo. Il dispositivo centrale è la narrazione guida: una storia condivisa nel gruppo non come testo da spiegare, ma come campo di possibilità. Attraverso lettura ad alta voce, scrittura riflessiva, socializzazione e attività progettate, gli studenti vengono accompagnati a confrontarsi con immagini di sé, desideri, paure e scenari che prima non riuscivano a vedere. In questo quadro culturale si colloca il Corso Biennale di Pratika sull’orientamento narrativo, dedicato a docenti ed educatori che vogliono integrare pratiche orientative nel curricolo ordinario in coerenza con le Linee Guida 2022.

La domanda che oggi la scuola dovrebbe porsi è forse questa: l’orientamento che proponiamo restringe o allarga? Conferma le aspettative che gli studenti hanno già su di sé oppure le mette in discussione per ampliarle? Da questa risposta dipende il tipo di futuro che rendiamo possibile.

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