Il merito del tempismo: sui criteri di valutazione dell’Avviso per gli snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale

di Fabio Cannatà

Negli ultimi anni sono state assegnate alle nostre scuole cospicui finanziamenti a valere sulle risorse rese disponibili per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Molte di tali risorse non sono state richieste dalle scuole che, però, una volta acquisite, le hanno impegnate al fine di migliorare il servizio di istruzione e formazione e di contribuire al raggiungimento dei target previsti da parte del nostro paese.

Le scuole hanno utilizzato i finanziamenti con impegno gravoso e vivo senso di responsabilità, talora in assenza di competenze tecniche specifiche necessarie alla gestione, caratterizzata per altro da tempistiche assai compresse, da ritmi frenetici e da una complessa rendicontazione.

In altri casi le risorse sono state rese disponibili previa presentazione di progetti da parte delle istituzioni scolastiche e, quindi, su candidatura autonomamente proposta dalle istituzioni scolastiche. I progetti sono stati valutati secondo criteri prestabiliti sulla base dei quali sono state individuate le scuole destinatarie delle risorse stesse.

La valutazione dei progetti presentati dalle scuole, quindi, è stata lo strumento per finalizzare in modo efficace le risorse: l’obiettivo è stato ed è quello di incrementare la qualità dell’azione amministrativa con particolare riferimento a temi quali la riduzione della dispersione scolastica anche mediante l’innovazione tecnologica applicata alla didattica. Maggiore l’incidenza sul sistema di istruzione e formazione riconosciuta all’intervento da finanziare, maggiore la specificità dei criteri di valutazione delle proposte progettuali su cui si basavano le candidature delle scuole.

A tal proposito qualche riflessione merita l’Avviso pubblico n. 73226/2026 relativo alle risorse messe a disposizione dal D.M. 219/2025 e finalizzate alla realizzazione degli Snodi formativi sull’intelligenza artificiale, un intervento al quale è riconosciuta una rilevanza strategica per l’innovazione della nostra scuola. Le risorse sono state assegnate dal D.D.G. dell’Unità di missione per il PNRR del 19 maggio 2026, n. 34 sulla base di una procedura ‘a sportello’, come previsto dall’Avviso.

In una procedura ‘a sportello’ si definiscono le caratteristiche di massima che i progetti devono presentare per essere selezionati quali destinatari del finanziamento, che viene attribuito sulla base della data e dell’ora in cui il progetto è stato trasmesso: chi clicca prima, prende le risorse, mentre chi clicca dopo, anche se propone una progettualità di qualità (magari maggiore di quella di chi ha cliccato prima), non prende nulla. I progetti dei velocisti vengono finanziati e realizzati, quelli dei fondisti no. Sulla comparazione della qualità dei progetti nessuna evidenza.

Si valorizzano, infatti, il tempismo nella trasmissione della proposta progettuale, che si sottopone a valutazione per il finanziamento, e quindi la velocità della sua elaborazione, che deve essere, comunque, coerente con quanto previsto dall’art. 4 dell’Avviso: l’art. 9 dello stesso Avviso precisa che  le proposte progettuali sono finanziate “sulla base dell’ordine cronologico (data e orario) di inoltro della candidatura e all’area geografica di appartenenza (Centro-Nord/Mezzogiorno), previa verifica circa il rispetto delle disposizioni e delle condizionalità di cui al presente Avviso e fermo restando la riserva di almeno il 40% delle risorse destinata alle istituzioni scolastiche appartenenti alle regioni del Mezzogiorno”.

La decisione di scegliere la procedura ‘a sportello’ risponde, in sostanza, a finalità che non paiono ictu oculi particolarmente coerenti in sé con la volontà di valorizzare la qualità e, quindi, il merito della proposta progettuale. Proprio sul merito sarà forse il caso di soffermarsi un poco, soprattutto perché si tratta di una categoria estremamente complessa e che, riferita al mondo dell’istruzione e della formazione, ha suscitato dibattiti spesso viziati da impostazioni pseudo-ideologiche, fermo restando che per tutti il merito va premiato, almeno a parole e senza scomodare sempre la Costituzione.

Ebbene, una procedura come quella che abbiamo descritto pare depotenziare l’incidenza del merito dalla sfera decisionale del nostro Ministero. Ma, del resto, anche il tempismo può essere meritorio, basta definire su cosa si sta decidendo.

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