Organici docenti 2026/27, al MIM l’informativa ai sindacati: previsti 1.407 posti in meno

Si è tenuto martedì 31 marzo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, il confronto informativo con le organizzazioni sindacali sugli organici del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. Al centro dell’incontro, i contenuti del decreto interministeriale che dovrà essere adottato dal ministro dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e che definirà, attraverso apposite tabelle, la distribuzione dei posti tra le diverse regioni.

Il dato che emerge con maggiore evidenza è la riduzione complessiva della dotazione organica: per il prossimo anno scolastico sono previsti 1.407 posti in meno. Una sforbiciata che si inserisce nel solco del decreto legge 36 del 2022, il cosiddetto decreto PNRR scuola, e che riporta in primo piano una questione rimasta fin dall’inizio molto discussa: il legame tra valorizzazione economica della carriera docente e riduzione degli organici.

Taglio degli organici e progressione di carriera: il nodo del DL 36/2022

La riduzione prevista non è una misura episodica, ma rientra in un impianto normativo già definito. Il decreto legge 36/2022 stabilisce infatti che una parte delle risorse necessarie a finanziare gli incrementi retributivi connessi alla progressione professionale dei docenti venga reperita proprio attraverso una contrazione degli organici, destinata a proseguire fino all’anno scolastico 2031/32.

Il meccanismo immaginato dal legislatore si fonda su un percorso di formazione articolato in tre cicli triennali: solo i docenti che vi parteciperanno e che supereranno positivamente la valutazione prevista potranno accedere ai benefici economici. Un modello che, sin dalla sua introduzione, ha suscitato forti perplessità in una parte del sindacato, anche perché costruito su un equilibrio che molti giudicano problematico: premiare alcuni insegnanti riducendo nel frattempo il numero complessivo dei posti.

La posizione della CISL Scuola

Tra le organizzazioni che hanno espresso una contrarietà netta c’è la CISL Scuola, che torna a ribadire la propria distanza da un sistema di progressione professionale finanziato, di fatto, con il ridimensionamento dell’organico. Una posizione che affonda le radici già nel 2022, quando il decreto fu contestato anche con uno sciopero.

Il sindacato sottolinea come molte delle misure connesse alle riforme del PNRR, una volta incardinate, risultino oggi difficilmente modificabili. Ma l’obiettivo dichiarato resta quello di intervenire in profondità sul modello di valorizzazione professionale delineato dal DL 36/2022, anche nel quadro del negoziato per il rinnovo della parte normativa del CCNL 2025/27.

Dove cadranno i tagli

Dall’illustrazione delle tabelle presentate al Ministero emerge un elemento rilevante: la quota di organico base assegnata ai singoli Uffici scolastici regionali resterà sostanzialmente invariata rispetto all’anno in corso. La riduzione di 1.407 posti non andrà dunque a incidere sull’organico “ordinario”, ma interesserà i posti di potenziamento, con una distribuzione che terrà conto dell’andamento demografico e del calo degli alunni in molte aree del Paese.

È una scelta che, almeno formalmente, punta a preservare la struttura essenziale del sistema, ma che inevitabilmente riapre il confronto sul ruolo dell’organico di potenziamento. Nato per ampliare l’offerta formativa, sostenere progettualità, recupero e inclusione, negli anni questo segmento dell’organico è diventato per molte scuole una leva importante di flessibilità. Ridurlo significa, in molti casi, comprimere spazi educativi e organizzativi che si erano consolidati.

Sostegno in lieve aumento

In controtendenza rispetto alla riduzione complessiva, aumenta invece l’organico di diritto sul sostegno, con 134 posti in più. Un incremento contenuto, ma comunque significativo in un quadro generale di contrazione.

Resta però aperta la questione più ampia del fabbisogno reale di docenti di sostegno, che in molte realtà continua a essere coperto attraverso posti in deroga e supplenze, segno di una distanza persistente tra organico autorizzato e bisogni effettivi delle scuole e degli alunni con disabilità.

A023 e alunni di recente immigrazione

Un altro passaggio riguarda la classe di concorso A023, destinata all’insegnamento dell’italiano per gli alunni di recente ingresso in Italia. I posti relativi a questa classe di concorso devono essere ricavati dal contingente dell’organico di potenziamento. Per il 2026/27, in relazione all’andamento dei flussi migratori, è previsto un calo rispetto all’anno scolastico in corso.

Si tratta di un aspetto da osservare con attenzione, perché tocca direttamente il tema dell’inclusione linguistica e dell’accompagnamento degli studenti alloglotti, in un momento in cui le scuole continuano a misurarsi con composizioni delle classi sempre più complesse e differenziate.

Classi in deroga, atteso un nuovo decreto

Nel corso dell’informativa è stato inoltre annunciato un aumento delle classi in deroga ai parametri fissati dal DPR 81/2009. Su questo punto è in preparazione uno specifico decreto interministeriale, che dovrebbe essere oggetto a breve di un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali.

Anche questo passaggio merita attenzione. Le deroghe ai parametri ordinari per la formazione delle classi rappresentano infatti uno strumento delicato: da un lato rispondono a situazioni particolari e a necessità territoriali concrete, dall’altro incidono direttamente sulla qualità dell’organizzazione didattica e sulle condizioni di lavoro del personale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA