Pidocchi: 9 cose che devi fare se tuo figlio se li è presi

Tuo figlio si gratta la testa in continuazione, povera piccola vittima dei pidocchi. I terribili parassiti, terrore di intere generazioni di genitori, hanno preso d’assalto la sua testa proprio mentre era a scuola, invadendola di tante uova bianche. E ora che fare? La prima regola è non farsi prendere dal panico: alla fine i pidocchi sono solamente dei piccoli insetti che amano infestare il cuoio capelluto. In particolare, si trovano soprattutto nelle zone più calde della testa, come dietro le orecchie, nuca e parte superiore del collo. A generare il prurito che ne caratterizza la presenza sono le loro punture. Ecco cosa fare subito in casa una volta che ti sei accorto che tuo figlio si è preso i pidocchi, come debellarli una volta per tutte e quali sono i rimedi naturali che funzionano davvero.

9. Ispeziona con cura la testa del tuo bambino

Munisciti di una lente d’ingrandimento, siediti in un ambiente ben illuminato e inizia a guardare con attenzione la testa di tuo figlio. Anche se può sembrarti difficile, devi provare a togliere manualmente i pidocchi e le lendini (le loro uova).

8. Lavagli i capelli

Per farlo utilizza uno shampoo specifico e risciacqua poi la testa del tuo bambino con l’aceto. Vanno bene 100 gr in un litro di acqua calda. Qualsiasi shampoo o polvere si utilizza con lo scopo di debellare i pidocchi, bisogna che sia prescritto dal proprio medico.

7. Togli i pidocchi e le lendini manualmente

Devi farlo nuovamente dopo aver lavato la testa di tuo figlio. Per aiutarti utilizza un pettine con i denti fitti. Ripeti tutto il trattamento fino ad ora illustrato dopo 8 giorni, il tempo necessario affinché le uova si schiudano.

6. Disinfetta lenzuola e abiti

Contrariamente a quanto si pensa, i pidocchi non saltano di testa in testa, ma si diffondono attraverso il contatto diretto con persone affette da pediculosi o indiretto toccando ad esempio i loro vestiti o lenzuola.  Ecco perché ora devi disinfettarli lavandoli in acqua calda e/o a secco. Fai particolare attenzione che questo venga fatto soprattutto con i cappelli. In alternativa puoi lasciare gli abiti all’aria aperta per 48 ore: i pidocchi non sopravvivono a lungo lontani dal cuoio capelluto. Riserva lo stesso trattamento anche a peluches e pupazzi che possono essere stati a contatto con la testa del bambino.

5. Disinfetta pettini e spazzole

Anche questi accessori devono essere lavati e disinfettati con cura.

4. Fatti aiutare da qualche rimedio casalingo

Le lendini sono attaccate al cuoio capelluto da una particolare sostanza adesiva che, l’aceto di mele per esempio, aiuta a rimuovere. Ecco perché è bene utilizzarlo nella rimozione manuale dei parassiti, avvalendosi anche di una pettine a denti fitti. Evitare, invece, l’applicazione dell’aceto puro sul cuoio capelluto, che va utilizzato diluito nell’acqua calda. Anche il balsamo e le creme per capelli possono essere utilizzate per la rimozione manuale dei pidocchi, visto che li immobilizzano. Con lo stesso scopo, anche la maionese può essere di grande aiuto: la sua consistenza blocca i pidocchi, l’aceto che contiene distrugge la sostanza appiccicosa che ancora lendini e pidocchi.

3. Educa il bambino a tenere una serie di comportamenti

Considera che non esistono prodotti che prevengano la pediculosi, ma insegnare al bambino una serie di comportamenti può aiutare. In primo luogo, digli di non ammucchiare i suoi vestiti con quelli degli altri suoi compagni di scuola. Allo stesso modo è bene che non scambi con loro i suoi oggetti personali quali pettini, cappelli, sciarpe, fermagli per capelli e asciugamani.

2. Controlla la testa del tuo bambino periodicamente

E’ bene tenere questo comportamento anche una volta che i pidocchi sono stati debellati. Basta dare un’occhiata settimanale dietro la nuca e le orecchie. 

1. Riammissione a scuola

In tutto il periodo che il tuo bambino è stata vittima dei pidocchi, purtroppo non è potuto andare a scuola per evitare di contagiare anche gli altri bambini. Potrà essere riammesso in classe solamente dopo aver effettuato il trattamento e con un certificato del proprio medico.