XIII Congresso SNALS. La lunga marcia del sindacalismo autonomo riparte da Elvira Serafini
Lo scorso 20 marzo 2026 si è concluso il XIII Congresso Nazionale dello SNALS-Confsal, il sindacato autonomo della scuola, fondato a Roma nel febbraio 1976, nato dalla fusione del SASMI (Sindacato Autonomo Scuola Media Italiana, fondato negli anni ’50 da Vincenzo Rienzi) con altri sette raggruppamenti autonomi minori, che hanno trovato un terreno di convergenza su una piattaforma di aperta contrapposizione con i sindacati scuola confederali CISL, CGIL e UIL, in forte crescita negli anni successivi al Sessantotto.
Lo Snals si è sempre proclamato “autonomo” nel senso di indipendente da condizionamenti politici e ideologici, e si è battuto contro l’appiattimento retributivo della categoria non temendo di essere accusato di “corporativismo”. Nel 1979 ha aderito alla Confsal, la Confederazione dei sindacati autonomi, costituendone la categoria professionale più rappresentativa.
Malgrado una progressiva perdita di consensi, registrata nelle elezioni delle RSU (11,60% nelle votazioni del 2025, vent’anni fa era il terzo sindacato con il 16,8%), lo Snals è un interlocutore di peso nella scuola, che si è distinto per la sua attenta attività di informazione e consulenza agli iscritti, conservando un forte radicamento territoriale, una statura nazionale e una alta rappresentatività.
Il XIII Congresso ha riunito oltre 1000 delegati, convenuti da ogni parte d’Italia, e si è concluso con la conferma di Elvira Serafini alla guida del sindacato e l’elezione della Segreteria generale e degli altri organi statutari per il prossimo quinquennio. Nelle sue conclusioni Serafini si è richiamata alla tradizionale linea del sindacato, “fondato su una lunga storia e lanciato verso il futuro”. “Il nostro Congresso ha messo al centro chi ogni giorno tiene in piedi la scuola italiana, con professionalità, dedizione e senso dello Stato. Occorre partire dalla stabilità e dalla valorizzazione giuridica, professionale ed economica di tutto il personale che sostiene il sistema della conoscenza e di cui lo SNALS-Confsal rivendica la centralità nelle politiche nazionali”. Occorre “superare i nodi strutturali che attraversano il sistema formativo italiano. Tra questi: il precariato ‘cronico’, l’autonomia differenziata, che rischia di ampliare divari territorialigià profondi; la sicurezza del personale e dei luoghi di lavoro, oltre all’impatto dell’intelligenza artificiale, che apre opportunità, ma anche interrogativi etici e professionali. È ineludibile difendere il potere d’acquisto, valorizzare le competenze, rilanciare la contrattazione come strumento di equità: questi sono i nostri obiettivi. La scuola non può essere trattata come un costo, ma come un investimento strategico”.
Al Congresso sono intervenuti tra gli altri il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, i leader degli altri sindacati rappresentativi, rappresentanti politici come l’ex ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro del MIM Giuseppe Valditara, che ha auspicato “che si possa arrivare ad una chiusura rapida del terzo contratto”.
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