TFA sostegno XI ciclo al via: pubblicato il decreto, oltre 30 mila posti autorizzati. Ecco calendario e novità

Dopo settimane di attesa, arriva il via libera ufficiale al nuovo ciclo di specializzazione per il sostegno. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 926 del 26 giugno 2026, che dà il via all’XI ciclo del TFA sostegno per l’anno accademico 2025/2026, definendo posti disponibili, calendario delle prove di accesso e principali disposizioni organizzative.

Si tratta di un passaggio particolarmente atteso da migliaia di aspiranti docenti di sostegno, in un momento in cui il sistema scolastico continua a confrontarsi con la cronica carenza di insegnanti specializzati e con un numero ancora elevato di supplenze assegnate a personale privo della specifica formazione.

Oltre 30 mila posti disponibili

Il decreto autorizza complessivamente 30.241 posti a livello nazionale, distribuiti tra i diversi gradi di istruzione. La quota più consistente riguarda la scuola primaria, seguita dalla scuola secondaria di secondo grado.

La ripartizione prevista è la seguente:

  • scuola dell’infanzia: 4.553 posti;
  • scuola primaria: 11.698 posti;
  • scuola secondaria di primo grado: 4.842 posti;
  • scuola secondaria di secondo grado: 9.148 posti.

Spetterà ora alle università pubblicare i rispettivi bandi, indicando il numero di posti assegnati a ciascun ateneo, le modalità di iscrizione e il calendario dettagliato delle prove.

Le prove di accesso si svolgeranno a luglio

Il calendario nazionale delle prove preselettive è già stato fissato dal Ministero e si concentrerà nella seconda metà di luglio:

  • 14 luglio 2026: scuola dell’infanzia;
  • 15 luglio 2026: scuola primaria;
  • 16 luglio 2026: scuola secondaria di primo grado;
  • 17 luglio 2026: scuola secondaria di secondo grado.

Le singole università disciplineranno, attraverso i propri bandi, le successive prove scritte e orali.

Formazione anche online, ma laboratori e tirocinio restano in presenza

Tra le novità organizzative del nuovo ciclo, il decreto conferma la possibilità, in via sperimentale, di svolgere fino al 20% delle attività didattiche in modalità telematica.

Resta invece invariato l’obbligo di frequenza in presenza per le attività considerate centrali nel percorso formativo: laboratori e tirocinio continueranno infatti a svolgersi integralmente secondo le modalità previste dagli atenei.

Il Ministero stabilisce inoltre che tutti i percorsi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2027. Le assenze saranno consentite entro il limite massimo del 20% delle ore previste per ciascun insegnamento, con l’obbligo di recuperare le attività secondo le modalità individuate dai docenti. Per laboratori e tirocinio, invece, permane l’obbligo della frequenza integrale.

Percorsi abbreviati e accesso in soprannumero

Anche per l’XI ciclo viene confermata la possibilità di attivare percorsi abbreviati destinati ai candidati già in possesso di una precedente specializzazione sul sostegno che risultino utilmente collocati nelle graduatorie di merito.

Il decreto disciplina inoltre i casi di ammissione in soprannumero, che riguardano coloro che nei cicli precedenti hanno sospeso il percorso, non hanno perfezionato l’iscrizione pur essendo stati ammessi oppure hanno dovuto optare tra più procedure di selezione.

Potranno inoltre essere ammessi direttamente al corso, nella sede in cui hanno sostenuto le prove salvo motivate deroghe concordate tra gli atenei, anche i candidati inseriti nelle graduatorie di merito dei precedenti cicli ma rimasti esclusi per esaurimento dei posti disponibili.

Accesso diretto alla prova scritta per chi ha tre anni di servizio

Il decreto conferma anche una misura già prevista nelle ultime edizioni del TFA: i candidati che abbiano svolto almeno tre annualità di servizio sul sostegno, anche non consecutive, nei dieci anni scolastici precedenti, accederanno direttamente alla prova scritta, senza sostenere la prova preselettiva, purché il servizio sia stato prestato nello stesso grado di istruzione per il quale si presenta domanda.

Titoli esteri: valutazione affidata agli atenei

Per quanto riguarda i candidati in possesso di un titolo di studio non abilitante conseguito all’estero, il decreto prevede l’ammissione secondo la normativa vigente relativa agli studenti internazionali. Saranno le commissioni nominate dalle università a valutare la validità dei titoli ai fini dell’accesso ai percorsi di specializzazione.

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