Si conclude un altro anno di politiche scolastiche del Governo/2

Promuovere azioni di cittadinanza attiva e solidale, secondo una logica di tutorship, si possono avere un effetto formativo più efficace rispetto a quell’enorme mole di provvedimenti di contrasto al bullismo, ma relativi alle sanzioni sui comportamenti dei giovani, compresa la sicurezza e la qualità degli ambienti di apprendimento, utilizzando le potenzialità delle tecnologie.

La nostra scuola rimane inclusiva, anche se si affacciano all’orizzonte opinioni circa un ritorno alle classi differenziali, ma rivolgersi ai più fragili con il “progetto di vita”, che comprende anche la scuola insieme alle associazioni di volontariato vuol dire mettere in ombra il ruolo dei docenti di sostegno. Per l’integrazione degli alunni stranieri poi si tratta non solo dell’insegnamento della lingua italiana con pochi docenti specialisti, ma di vedere questa presenza in un’ottica internazionale dell’intero sistema, di cui peraltro l’atto di indirizzo si fa carico. Servirebbe un efficiente servizio psicologico, richiesto soprattutto dopo il covid, ma forse non proprio adatto è uno sportello on line.

Per il personale il ministero intende lavorare sulla formazione permanente con la presenza di una scuola superiore, che era stata creata come ente scientifico indipendente, ma oggi si trova nell’organico dell’amministrazione; arriveremo a nuovi criteri di accreditamento delle associazioni che operano in questo campo, ma forse non saremo capaci di retribuire la formazione in servizio con categorie di efficacia professionale al difuori della contrattazione. La valutazione dei dirigenti è collegata con i dipendenti della pubblica amministrazione anche se non si è ancora stabilito lo specifico professionale (amministrativo, manageriale, educativo, mentor ?)

Per i giovani docenti il PNRR ha richiesto concorsi per facilitarne l’ingresso, ma in Italia c’è un enorme precariato da smaltire, anche di coloro, che dopo un triennio di incarichi, secondo la normativa europea, dovrebbero essere stabilizzati; il ministro parla con soddisfazione di tre contratti stipulati in questi anni, ma gli stipendi europei sono ancora molto lontani. Bene aiutare i docenti con misure di welfare e con la carta che dovrebbe però servire per arricchimento culturale.

Il potenziamento del sistema nazionale di valutazione sembra un’azione di immagine, in quanto il personale ha poco interesse ad essere valutato, soprattutto se nasce una qualche iniziativa di differenziazione sul piano economico o di carriera; la valutazione delle scuole è ancora più in altro mare e non si sentono anche qui provvedimenti di premialità o sanzionatori. Sull’istruzione degli adulti il riferimento è soltanto al conseguimento di un titolo di studio.

L’atto di indirizzo si occupa inoltre di una rinnovata alleanza tra famiglia e scuola, quando i decreti sicurezza minacciano i genitori di sanzioni pecuniarie fino alla perdita della potestà genitoriale; della didattica laboratoriale per la personalizzazione degli apprendimenti, dell’insegnamento dell’educazione civica con i suoi campi di indagine; educare al rispetto con sanzioni incorporate, fino alla corretta gestione delle relazioni interpersonali: anche su tutto questo interviene il ministero.     

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