Rinvio della riforma tra opportunità e merito

La proroga all’anno scolastico 2010-11 dell’ avvio della riforma dei nuovi licei e dei nuovi istituti tecnici, è stata giustificata dal ministro Gelmini e dalla maggioranza con l’esigenza di disporre di tempi adeguati per preparare le condizioni attuative e per mettere in condizione le famiglie di conoscere e di capire la riforma. Anche l’opposizione, sia pure con toni critici, ha sottolineato la necessità di dar modo a tutti di capire, di condividere, di informarsi.

Il rinvio è stata una marcia indietro, come ha affermato l’opposizione oppure una scelta ragionevole che comunque non ha nessuna incidenza sui contenuti del riordino dell’istruzione secondaria superiore, come ha sostenuto il ministro?

Difficile dirlo. Sarebbe interessante però se il maggiore tempo a disposizione consentisse di sviluppare un vero dibattito sui contenuti del nuovo secondo ciclo tra i più autorevoli esponenti dell’opposizione, i maggiori sindacati di settore, le associazioni professionali, Confindustria, ecc. C’è tempo e spazio ora per un dibattito ampio e, ci auguriamo, di alto profilo.

Un primo segnale significativo viene dalla senatrice Mariangela Bastico, ministro ombra per gli affari regionali e già viceministro all’istruzione nel governo Prodi, che ha indirizzato a Tuttoscuola una lettera sul rinvio della riforma della scuola superiore (consultabile su tuttoscuola.com nella rubrica “Botta e risposta”). Riguardo all’istruzione tecnica e professionale la Bastico ritiene che “la scelta di proseguire e portare a compimento i lavori della Commissione De Toni sia stata positiva e confermo la disponibilità mia e del Partito Democratico ad un confronto di merito, che si basi su alcuni principi fondamentali, quali la riduzione delle specializzazioni e degli eccessi di frammentazione, il riaccorpamento delle discipline entro aree culturali, valorizzando quelle tecniche, scientifiche e professionali, le ore di laboratorio e le docenze tecnico-pratiche“.