Riforma degli istituti tecnici, nuovi quadri orari in arrivo. Sindacati al MIM: restano da sciogliere i nodi su organici e curricoli

La riforma degli istituti tecnici torna al centro del confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e organizzazioni sindacali. Nell’incontro del 13 ottobre, secondo quanto riferito da Anief, il MIM ha annunciato la necessità di un ulteriore decreto ministeriale per definire i nuovi quadri orari, che saranno sottoposti a sindacati e dirigenti scolastici prima della firma. Sul tavolo restano questioni importanti: dalla distribuzione delle ore tra le discipline alla tutela degli organici, fino all’organizzazione dei percorsi che entreranno in vigore nell’anno scolastico 2027/2028.

Il confronto arriva dopo la richiesta avanzata da CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda-UNAMS e ANIEF di riconvocare il tavolo permanente istituito a seguito della procedura di conciliazione conclusa lo scorso 8 aprile. Le cinque organizzazioni chiedono chiarezza sulle modifiche introdotte dal decreto-legge 170/2026 e sulle conseguenze che queste potranno avere sull’organizzazione didattica e sul personale.

Nuovi quadri orari: cosa è emerso dall’incontro del 13 ottobre

Secondo il primo resoconto diffuso da Anief, il Ministero ha chiarito che la conversione in legge del decreto-legge 170/2026 non sarà sufficiente a completare la revisione dell’impianto della riforma. Sarà necessario anche un nuovo decreto ministeriale contenente i quadri orari aggiornati. Il provvedimento, prima della firma, dovrebbe essere presentato alle organizzazioni sindacali e ai dirigenti scolastici. Tra le ipotesi emerse durante l’incontro figura anche il ripristino delle ore di Geografia per la classe di concorso A-021. Una prospettiva accolta con cauto ottimismo da Anief, che attende tuttavia di esaminare nel dettaglio i nuovi quadri orari nel corso di un successivo confronto. Restano infatti aperte diverse questioni, a cominciare dalla distribuzione delle ore nel secondo biennio e nel quinto anno. Da chiarire anche l’allineamento dei quadri orari per le classi interessate dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni nell’anno scolastico 2027/2028.

Autonomia scolastica e distribuzione delle ore: i punti ancora da chiarire

Uno degli aspetti più delicati riguarda la riorganizzazione del curricolo e gli spazi di autonomia riconosciuti alle istituzioni scolastiche. Le disposizioni contenute nel decreto intervengono sulle tabelle 1, 2 e 3 dell’allegato 2-ter, modificando la distribuzione della quota di curricolo a disposizione delle scuole nel primo biennio. Per il triennio, invece, è prevista una riduzione delle ore della quota riservata all’autonomia degli istituti. La norma, tuttavia, non specifica ancora i criteri e le modalità con cui tali ore dovranno essere redistribuite tra le discipline e le classi di concorso. È proprio su questo punto che i sindacati chiedono un approfondimento, anche per comprendere quali saranno le ricadute concrete sull’organizzazione dell’attività didattica e sulla composizione delle cattedre. La questione non riguarda quindi soltanto la definizione dei nuovi percorsi formativi, ma anche le condizioni nelle quali le scuole saranno chiamate ad attuarli.

Il confronto avviato ad aprile e la questione delle cattedre

L’incontro del 13 ottobre rappresenta una nuova tappa di un confronto iniziato diversi mesi fa. Dopo la procedura di raffreddamento e conciliazione conclusa l’8 aprile, l’Amministrazione aveva condiviso con le organizzazioni sindacali la necessità di rivedere il DM 29/2026, intervenendo anche sui quadri orari. Tra le questioni affrontate figurava inoltre la possibilità di costituire cattedre interne con un orario inferiore alle 18 ore settimanali. A maggio era stato quindi avviato un tavolo tecnico, al quale erano seguiti ulteriori incontri durante i quali il Ministero aveva presentato le proprie ipotesi di aggiornamento della riforma. Ora, alla luce delle modifiche contenute nel decreto-legge 170/2026, le organizzazioni sindacali ritengono necessario ricondurre i diversi interventi a un quadro complessivo e coerente.

I sindacati: “Serve una definizione organica della riforma”

CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda-UNAMS e ANIEF chiedono che le modifiche normative siano affrontate attraverso un confronto strutturato con l’Amministrazione. “Le scriventi organizzazioni ritengono che a tal fine la sede appropriata di esame e di confronto sia il tavolo permanente”, si legge nella richiesta trasmessa al Ministero. L’obiettivo è arrivare a una definizione organica degli interventi, senza escludere un coinvolgimento delle rappresentanze sindacali anche in eventuali ulteriori modifiche normative. Le cinque sigle confermano la propria disponibilità a un confronto costruttivo, indicando come priorità la tutela del personale scolastico e degli studenti.

Frassinetti: “La riforma non può essere sospesa, ci sono gli impegni del PNRR”

Sul futuro della riforma era intervenuta anche la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, rispondendo il 7 ottobre a un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Cultura della Camera. Frassinetti aveva escluso la possibilità di sospendere il percorso di riforma, richiamando gli obblighi assunti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Non è possibile sospendere la riforma dei tecnici, bisogna rispettare gli impegni Pnrr. Una simile scelta compromette il rispetto degli impegni, da cui dipende l’erogazione delle risorse”, aveva dichiarato. La sottosegretaria aveva inoltre spiegato che il recente decreto-legge in materia di istruzione interviene sul monte ore degli istituti tecnici con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità e salvaguardare gli organici. Quanto alle linee guida, Frassinetti aveva assicurato che sarebbero state emanate tempestivamente, dopo il confronto con le organizzazioni sindacali. Aveva però precisato che la loro mancata adozione non costituisce un impedimento all’attuazione della riforma.

Riforma dei tecnici, il prossimo passaggio sarà decisivo per i quadri orari

Il quadro che emerge è quello di una riforma il cui percorso di attuazione prosegue, ma con diversi aspetti organizzativi e didattici ancora da definire. Da una parte, il Ministero ribadisce la necessità di rispettare gli impegni del PNRR e di garantire la sostenibilità dei nuovi percorsi. Dall’altra, le organizzazioni sindacali chiedono che le modifiche siano accompagnate da indicazioni chiare sulla distribuzione delle ore, sulla gestione degli organici e sugli spazi di autonomia delle scuole.

Il prossimo passaggio sarà dunque la presentazione dei nuovi quadri orari, attesa dalle organizzazioni sindacali per valutare nel concreto le soluzioni individuate dall’Amministrazione.

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