No alla schedatura dei docenti, che però sono tenuti all’imparzialità
È diventato un caso politico l’iniziativa presa da Azione Studentesca (associazione legata a Gioventù Nazionale, che fa capo a Fratelli d’Italia), di diffondere a livello nazionale un questionario con il quale gli studenti sono invitati a segnalare “i professori di sinistra che fanno propaganda nelle scuole”, come denunciato per primo dal MCE (Movimento di Cooperazione Educativa). “Ci troviamo di fronte a vere e proprie liste di proscrizione”, ha dichiarato il deputato di AVS Angelo Bonelli, che ha invitato i ministri Valditara e Piantedosi ad adottare provvedimenti nei confronti di Azione Studentesca.
Analoga richiesta è stata avanzata dalla senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini in un’interrogazione urgente riguardante il manifesto affisso il 17 gennaio 2026 sulle mura del liceo Leopardi-Majorana di Pordenone da Azione Studentesca, con cui si annunciava l’indagine nazionale sui docenti che parlano di politica a scuola.
Anche Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capigruppo Pd in commissione Istruzione di Camera e Senato parlano di “un fatto di eccezionale gravità” che riporta la scuola italiana “a pratiche intimidatorie che evocano pagine buie della nostra storia”. Analoghe dichiarazioni e iniziative vengono da Antonio Caso (M5S), Simona Malpezzi (PD), e Francesco Boccia, capogruppo dei senatori del PD, che ha sollecitato “una presa di distanza della presidente del Consiglio dall’azione dei giovani di FdI”.
Dal MIM la sottosegretaria Paola Frassinetti (FdI), in attesa di accertamenti, si esprime con cautela e tende a minimizzare: “Da quanto risulta al momento si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una ‘schedatura’ o di liste di ‘proscrizione’, stante l’anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”.
Molto netta la posizione espressa da Ivana Barbacci, segretaria della (Cisl Scuola), contro la “schedatura” dei docenti: “un metodo aberrante, purtroppo già sperimentato in anni bui della nostra storia, da respingere dunque con la massima fermezza”. Di “una forma di schedatura o stesura di una lista di proscrizione basata su presunte o reali opinioni politiche” parla anche Gianna Fracassi, segretaria della Flc Cgil, che la considera “un attacco all’autonomia e alla libertà della comunità educante”.
Ecco, non vorremmo che nel gran frastuono delle reciproche polemiche si perdesse di vista la sostanza del problema, che è quella di come garantire a tutti gli studenti una formazione libera e critica, in modo che lo studente costruisca in autonomia la sua visione del mondo e della società. A questo tema dedichiamo un approfondimento nella notizia successiva.
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