Mattarella: ‘La cultura rende liberi’. E sull’IA: ‘Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante’

“C’è una cosa che non si fa più da tempo a scuola: imparare a memoria le composizioni poetiche”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante le celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno scolastico, nel corso dell’intervista con i ragazzi della scuola di Amatrice.

Mattarella ha ricordato anche la propria esperienza scolastica, spiegando di essersi chiesto, quando era studente, perché fosse necessario compiere lo sforzo di imparare a memoria le poesie. Una pratica che, a distanza di decenni, ha però assunto per lui un significato diverso: “Era una cosa che io mi chiedevo: ma perché devo fare questo sforzo? Ma a distanza di decenni me le ripeto e mi fa piacere”.

Da qui il valore attribuito alla cultura e a ciò che si apprende a scuola: “Tutto quello che si acquisisce è libertà, la cultura rende liberi”.

Nel dialogo con gli studenti, il presidente ha raccontato anche che a scuola la materia che preferiva era la storia e ha rivelato di avere una brutta grafia. Un particolare che è tornato anche nel confronto con Alberto Angela, al quale, oltre all’amore per la storia, Mattarella ha detto di essere accomunato “anche dalla pessima grafia”.

Mattarella: “Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante”

Il tema dell’intelligenza artificiale è stato affrontato da Mattarella nel dialogo con Alberto Angela e alcuni studenti, nell’ambito di “Tutti a scuola”, la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno scolastico.

“Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante, per quanto sia una macchina intelligente”, ha affermato il presidente della Repubblica.

Mattarella ha spiegato il motivo richiamando una delle situazioni più semplici e quotidiane della vita in classe, quella in cui uno studente alza la mano: “Quando un ragazzo alza la mano, l’insegnante capisce se lo sta facendo per perdere tempo o per capire meglio un concetto o se sta interrogando, capisce se il ragazzo non è preparato o sta cercando di esprimere meglio un concetto, la macchina difficilmente potrebbe farlo”.

Un rapporto, quello tra insegnante e studente, che secondo il presidente non può essere ricondotto alla sola capacità di elaborare informazioni. Nel rivolgersi agli studenti, Mattarella ha aggiunto: “Voi stessi avete governato una macchina non al contrario”.

“Guardate il futuro con fiducia”

Nel suo intervento, Mattarella ha infine rivolto agli studenti un invito a guardare al futuro con fiducia, richiamando le trasformazioni vissute dalla sua generazione.

“Guardate il futuro con fiducia, la mia generazione ha visto trasformazioni inimmaginabili. Mai guardare al passato, auguri”, ha concluso il presidente della Repubblica.

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