Lo sciopero della scuola offuscato dalle manifestazioni studentesche

Doveva essere la giornata dello sciopero di tutta la giornata di venerdì 16 ottobre quello che il piccolo sindacato SISA aveva in un primo tempo proclamato, poi ritirato e infine confermato per il 16, ma le manifestazioni degli studenti in molte città italiane hanno indubbiamente spostato l’attenzione su altre questioni, ben diverse di quelle poste alla base dello sciopero (le richieste di aumenti stipendiali, il contrasto al precariato, le assunzioni sui posti vacanti e una maggiore tutela della scuola e dell’ambiente). Motivazioni – diciamo la verità – tanto sacrosante quanto poco attuabili, ma tuttavia idonee ad ottenere un momento di visibilità e di consenso (il venerdì consente a qualcuno di prolungare il week-end), anche se nei due o tre scioperi che quel sindacato da sempre proclama ogni anno, registra spesso una percentuale di adesione poco più dello zero virgola, attestata dal cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego.

Se l’adesione del personale scolastico è quasi sempre minima, al contrario, un certo disagio per le famiglie di alunni di scuola dell’infanzia e primaria invece lo provoca, perché, nell’incertezza dell’adesione degli insegnanti, i figli non vengono mandati a scuola.

Tra le 216 sigle sindacali che si contendono l’iscrizione con delega o il voto nelle RSU da parte del personale scolastico, quel piccolo sindacato probabilmente otterrà anche in questo sciopero, oltre al consueto momento di visibilità, un numero, se pur minimo di adesioni, maggiore, comunque, della sua rappresentanza reale.

Rappresentanza reale che, come risulta nell’accertamento della rappresentatività attestata dall’ARAN per quel piccolo sindacato, sembra non premiare le frequenti proclamazioni di sciopero:

Triennio

iscritti

voti RSU

2019-2021

13

114

2022-2024

10

  18

2025-2027

  9

   0

dati ARAN

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