Libri di testo, salta lo sconto nella Manovra 2027. Il problema dei costi resta

La disposizione che avrebbe consentito alle famiglie di acquistare versioni digitali stampabili dei libri scolastici a prezzo ridotto rischia di uscire dalla legge di Bilancio. Soddisfatti editori e librai, mentre resta irrisolta la questione della spesa per i testi scolastici. E la vicenda riaccende gli interrogativi sul coordinamento delle misure destinate alla scuola.

La possibilità di acquistare libri di testo in formato digitale, stampabili a metà prezzo rispetto alla versione cartacea, potrebbe scomparire dalla legge di Bilancio 2027 prima ancora di arrivare al voto parlamentare. Secondo quanto riferito dall’Ansa il 4 novembre, la commissione Bilancio della Camera ha chiesto lo stralcio dell’articolo 105 della Manovra per ragioni di carattere ordinamentale.

Una decisione che non riguarda direttamente la validità della proposta, né esprime un giudizio sulla sua efficacia, ma che mette in discussione la presenza della disposizione all’interno della legge di Bilancio. Il risultato, sul piano concreto, potrebbe essere comunque lo stesso: l’accantonamento di una misura che aveva acceso il dibattito sul costo dei libri scolastici e sulle opportunità offerte dal digitale.

Libri digitali stampabili: cosa prevedeva la proposta

L’articolo 105 puntava a introdurre, a partire dal 2027, una nuova possibilità per l’acquisto dei testi scolastici: una versione digitale stampabile a un prezzo pari alla metà di quello previsto per il corrispondente volume cartaceo.

L’obiettivo era intervenire su una voce di spesa che pesa sui bilanci familiari, soprattutto nei momenti di passaggio tra cicli scolastici, quando l’acquisto di numerosi nuovi volumi può comportare un esborso significativo.

La proposta presentava tuttavia alcune criticità applicative. Una delle principali riguardava la possibilità di controllare il numero di copie realizzate a partire dal file digitale. Come garantire, infatti, che un documento acquistato da una famiglia venisse stampato una sola volta? E quali strumenti avrebbero potuto conciliare questa esigenza con la tutela del diritto d’autore?

A questi interrogativi si aggiungeva quello della convenienza economica effettiva. Il prezzo dimezzato del file non avrebbe necessariamente significato un risparmio equivalente per le famiglie, chiamate eventualmente a sostenere anche i costi di stampa, carta e rilegatura.

Questioni tutt’altro che marginali, che avrebbero richiesto un approfondimento tecnico prima dell’eventuale entrata in vigore della misura.

Editori e librai soddisfatti, ma le famiglie attendono risposte

La richiesta di stralcio è stata accolta con soddisfazione dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e dai rappresentanti dei librai, che avevano espresso perplessità sulla disposizione.

Al centro delle obiezioni, oltre alla protezione delle opere editoriali, vi erano le possibili conseguenze economiche per l’intera filiera del libro scolastico: dalle case editrici alle librerie, fino alle attività coinvolte nella produzione e nella distribuzione dei volumi.

Si tratta di preoccupazioni che meritano attenzione. La realizzazione di un libro di testo comporta investimenti nella progettazione didattica, nella redazione dei contenuti, nell’aggiornamento delle conoscenze e nella predisposizione di materiali integrativi, anche digitali.

D’altra parte, la sostenibilità economica dell’editoria scolastica non può essere considerata separatamente dal diritto delle famiglie ad accedere ai materiali necessari per lo studio a condizioni sostenibili.

Lo stralcio della norma, dunque, potrebbe risolvere una controversia normativa, ma non il problema che aveva motivato la proposta.

Rimane infatti aperta una questione di fondo: quali strumenti intende mettere in campo il legislatore per alleggerire il costo dei libri di testo senza compromettere la qualità dell’offerta editoriale?

Il rafforzamento delle misure di sostegno alle famiglie, la diffusione del comodato d’uso, il recupero dei testi utilizzati e lo sviluppo di soluzioni digitali realmente accessibili sono alcune delle strade su cui potrebbe concentrarsi il confronto.

Non solo libri di testo: le difficoltà della Manovra sulla scuola

La vicenda dell’articolo 105 si inserisce in un quadro più ampio, segnato dalle discussioni su altre disposizioni della legge di Bilancio 2027 riguardanti il sistema di istruzione.

Tra queste, le misure relative agli organici scolastici, sulle quali sono emerse tensioni e richieste di modifica. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato alla Camera l’intenzione di lavorare durante l’iter parlamentare per eliminare i tagli previsti.

Le ricostruzioni giornalistiche hanno inoltre riferito di una possibile sorpresa dello stesso Ministero rispetto ad alcune disposizioni contenute nella Manovra. Una circostanza che, in assenza di conferme esplicite, richiede prudenza, ma che non cancella gli interrogativi sul coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti nella definizione delle politiche scolastiche.

Il punto, del resto, non è soltanto stabilire se una singola misura sia condivisibile o meno.

È comprendere attraverso quale percorso vengano elaborate le decisioni che incidono sull’organizzazione delle scuole, sulle condizioni di lavoro del personale e sulle spese sostenute dalle famiglie.

La legge di Bilancio rappresenta inevitabilmente un terreno di confronto tra esigenze differenti e risorse limitate. Ma proprio per questo le disposizioni che interessano l’istruzione dovrebbero essere accompagnate da valutazioni preventive sulla loro sostenibilità, sulle conseguenze operative e sulla coerenza con gli obiettivi dichiarati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA