Il TAR ferma il concorso per dirigenti tecnici fino alla fine di maggio

Il TAR Lazio, Sezione Terza bis, ha emesso l’ordinanza cautelare n. 5269, pubblicata il 20 marzo scorso, con la quale sospende temporaneamente il concorso a dirigente tecnico, a seguito di un ricorso di una candidata che ha chiesto l’annullamento con il quale era stato adottato il software “algoritmo” per la gestione informatizzata, da parte di CINECA, della prima giornata del 19 gennaio 2026 relativa alla prova scritta del concorso di cui al decreto del MIM n. 2269/2024, nella parte lesiva per la ricorrente, laddove ha consentito la chiusura e consegna automatica dell’elaborato mediante doppia pressione del tasto “conferma” senza preventiva richiesta di validazione definitiva o avviso di irreversibilità dell’operazione.

La ricorrente ha chiesto, altresì, anche l’annullamento di tutti gli atti relativi alla prova scritta del concorso svolta il 19 gennaio scorso.

Il TAR ha ritenuto necessario, al fine tanto di delibare compiutamente la presente domanda cautelare, quanto di istruire la causa in vista della sua definizione nel merito, disporre, nei confronti del Ministero resistente apposito incombente volto ad acquisire in giudizio:

  1. i verbali della Commissione relativamente alle prove scritte oggetto del ricorso;
  2. gli esiti di entrambi le prove scritte del ricorrente, unitamente a copia dell’elaborato della prima prova;
  3. il contenuto delle istruzioni fornite ai candidati in merito al funzionamento dei tablet con esempi delle schermate di conferma, citate nella relazione prodotta dall’Amministrazione;

Ritenuto di dover concedere all’amministrazione un termine pari a quarantacinque giorni per adempiere all’incombente istruttorio de quo, decorrenti dalla comunicazione della presente ordinanza.

Il Ministero avrà 45 giorni di tempo per fornire chiarimenti e documentazioni, come richiesto.

La camera di consiglio del TAR si riunirà il prossimo 20 maggio per trattare la questione.

Se il ricorso non verrà accolto, il concorso procederà regolarmente con la correzione delle due prove scritte affidate alla commissione e alle sottocommissioni (ancora da costituire!), per poi passare alla prova orale degli ammessi con la speranza di concludere l’intera procedura entro il 31 dicembre 2026. Teoricamente è ancora tutto possibile, ma sarà arduo concludere il concorso nei termini fissati.

Se il ricorso sarà accolto nel merito, potranno esserci due possibili conseguenze: la prima potrebbe riguardare soltanto la posizione della ricorrente che sarebbe ammessa agli orali; la seconda possibilità potrebbe riguardare l’annullamento della prima prova scritta con conseguente rinvio e ripetizione della prova per tutti i candidati ammessi dopo la preselettiva.

Uno scenario inimmaginabile, per tutti.