Francia, scuole riaperte per discutere della crisi. I presidi: “Non spetta a noi rimettere ordine”

Di Costanza Mililli 

Lo storico quotidiano francese L’Humanité ha definito “La classe” la moltitudine di (non solo) studenti e studentesse che ha attraversato lo scorso 6 ottobre le strade di tutto il Paese. Per la precisione i giornali parlano di circa mezzo milione di persone, di cui 100 mila solo a Parigi (la metà secondo il Ministero degli Interni).

Nei giorni scorsi il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, aveva dichiarato su Franceinfo che non si sarebbe potuto tornare alla normalità come se niente fosse, suggerendo la chiusura degli Istituti fino al termine della settimana. È di stamattina la notizia secondo la quale, a seguito dell’Assemblea Nazionale radunata ieri sera, il Ministro dell’Istruzione francese, Edouard Geffray, abbia invece deciso di riaprire le scuole nelle giornate di oggi, domani e dopodomani per consentire momenti di “consultazione democratica” guidati dalle diverse amministrazioni scolastiche all’interno dei vari Istituti. “Fin dal primo giorno di ripresa delle lezioni, in ogni liceo francese istituiremo un orario dedicato al liceo: mezza giornata, dapprima con il personale docente e poi con gli studenti, per un dibattito approfondito, aperto e democratico, ovunque”: la proposta, che riportiamo citando Le Monde, ha generato un profondo sdegno tra i presidi francesi dei quali si fa portavoce Bruno Bobkiewicz, segretario generale del sindacato dei Dirigenti scolastici (SNPDEN-UNSA, Federazione nazionale dell’insegnamento, della cultura e della formazione professionale) in un comunicato.

L’annuncio, definito improvvisato e ambiguo, è stato immediatamente interpretato dai Dirigenti come un tentativo da parte del governo di delegare alle istituzioni scolastiche il compito di “rimettere ordine” nel caos di queste ultime settimane, caos che a tutti gli effetti è la conseguenza diretta di decenni di scelte politiche errate e svilenti nei confronti della scuola pubblica e di chi vi lavora.

Com’era prevedibile, diversi presidi si sono espressi in prima persona dichiarando la propria contrarietà all’inserimento della “questione scolastica” in un’agenda politica, sottolineando l’importanza dello sviluppo di un piano strutturale di uscita dalla crisi, in perfetto allineamento con quanto richiesto dal movimento studentesco in queste settimane. Sempre a Le Monde, diversi presidi portavoce del Sindacato ammettono di condividere appieno le istanze degli studenti, in particolare per quanto riguarda la mancanza di risorse, gli orari scolastici prolungati, le critiche alla piattaforma Parcoursup, il sistema di valutazione continua e la totale insufficienza di insegnanti.

Nell’attesa che il governo deliberi in prima persona una strategia per fronteggiare la crisi, è stata attivata fino al prossimo 23 ottobre una piattaforma di consultazione online in cui sarà possibile rispondere alle seguenti domande: “Quali sono le principali difficoltà che state riscontrando attualmente alle superiori?” e “Cosa pensate che dovrebbe cambiare o essere migliorato per migliorare il vostro apprendimento e l’esperienza scolastica in generale?”.

Uno sguardo alle istanze:

– mancanza di risorse/tagli all’istruzione
– orari scolastici prolungati
– piattaforma Parcoursup
– sistema di valutazione continua
– insufficienza di insegnanti

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