Docenti: quasi 700 mila lire nette mensili d’aumento in busta paga

Il disegno di legge della nuova Finanziaria, rivisitato dal ministro dopo gli incontri con i sindacati della scuola, ha riconfermato la possibilità per i docenti di medie e superiori di prestare volontariamente fino a sei ore settimanali oltre il normale orario-cattedra di 18 ore. Con quali effetti in busta paga? Un aumento netto mensile compreso tra le 350 mila e le 670 mila lire, a seconda dell’anzianità di servizio, come si evince dalla tabella elaborata da “Tuttoscuola” ( vedi tabella anzianità di servizio). Niente male. Un argomento convincente che potrebbe tentare molti docenti della secondaria, anche supplenti annui, e far cadere il muro di ostilità che ha accompagnato la proposta di Finanziaria.
La norma, a dire il vero, non ha introdotto nulla di nuovo in materia, perché la previsione di prestare ore eccedenti l’orario cattedra è un fatto ordinario da sempre nella scuola secondaria (e da qualche anno virtualmente anche nella scuola elementare).
La differenza rispetto al passato sta nel fatto che la prestazione, che costituiva in precedenza un evento molto limitato e poco diffuso, potrebbe diventare, per effetto dell’eliminazione degli spezzoni cattedra voluta dalla Finanziaria, un fatto ordinario e generalizzato.
E il vantaggio economico sarebbe ora a portata delle tasche di molti docenti che, fuori dagli aumenti contrattuali, potrebbero ritrovarsi un interessante aumento “chiavi in mano” di portata superiore agli stessi aumenti netti mensili fissati dagli ultimi contratti scuola, compreso il famoso contratto del 1990 firmato Cirino Pomicino.
Le norme contrattuali hanno anche regolato da tempo la modalità di calcolo del compenso, prevedendo che ogni ora eccedente l’orario cattedra sia retribuita con una somma pari a 1/18 dello stipendio in godimento, con effetti anche sulla 13.ma mensilità. Il calcolo del compenso è riferito al solo stipendio con esclusione di computo dell’indennità integrativa speciale e di qualsiasi compenso accessorio, come indicato dalla nostra tabella che rileva tutte le diverse posizioni di anzianità.