Tuttoscuola: Il Cantiere della didattica

Didattica, tutto in un ‘trattino’

Una delle ragioni che non consentono a un insegnante di dire “Ho fatto sempre così, e ho ottenuto buoni risultati: perché cambiare?” è molto semplice. Se si desidera ancora ottenere buoni risultati, non ci si può affidare agli automatismi professionali consolidati in anni di lunga esperienza, se non altro perché sono cambiati gli alunni, è cambiato il contesto dell’apprendimento in cui viviamo, è cambiato l’intero paesaggio culturale nel quale oggi i bambini e i giovani crescono, e la fluidità che caratterizza i nostri giorni non ha finito di scorrere, ma è una delle caratteristiche distintive del tempo in cui viviamo. 

Per questo ogni nuovo anno che inizia è, realmente, sempre nuovo.

Si può trovare questo estremamente faticoso, oppure sentirsi sollecitati a rinnovarsi, ma è un dato di realtà che non si può modificare.

Ogni volta che l’insegnante ‘prende’ una nuova classe, si trova nella necessità di rinegoziare il patto didattico con i suoi alunni.

L’idea che la didattica possa costruirsi nella negoziazione, e si fondi sulla fragilità di un patto e non sulla solidità di uno statuto indiscutibile, può sembrare irrispettosa, da scacciare rapidamente come un cane in chiesa. Ma è su questo terreno, reso accidentato dalle incessanti trasformazioni, che si misura la competenza didattica.

Ma che cosa intendere con ‘didattica’?

Molte sono le definizioni di didattica, ma quella che, a mio modo di vedere, meglio mette a fuoco il suo ‘oggetto’ è intenderla come la scienza e l’arte della relazione tra l’insegnare e l’apprendere, all’interno di un contesto.

La definizione pone il suo focus nel rapporto tra le due parole intorno alle quali ruotano tutti i discorsi sulla didattica, insegnamento e apprendimento.

Spesso questo rapporto viene indicato con un trattino (insegnamento apprendimento) che lega i due termini, ed è proprio su questo trattino di collegamento che va posta attenzione, perché, a seconda di come si intende la relazione, cambiano i metodi di insegnamento, i criteri per organizzare un ambiente di apprendimento, il ruolo degli insegnanti e quello degli alunni.

Potremmo anche sostituire il termine insegnamento con insegnante e il temine apprendimento con alunno. In questo caso il ‘trattino’ assume anche maggior forza, perché indica non tanto una relazione tra concetti, quanto tra persone: la didattica si occupa della relazione insegnante-alunno.

La qualità della didattica è la qualità del ‘trattino’ che mette in relazione i due termini.

Ci sono tre principali modi di interpretare tale relazione, ognuno dei quali collegabile ad uno dei tre grandi modelli didattici che nel tempo si sono venuti delineando, quello della trasmissione, quello della mediazione e quello della promozione. La didattica come Trasmissione, la didattica come Mediazione e la didattica come Promozione. Ne abbiamo parlato nel numero di novembre di Tuttoscuola.

Per leggere l’articolo integrale, sfoglia il numero di novembre di Tuttoscuola

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