Carta docente in arrivo? A rischio la sua spendibilità per gli obiettivi formativi previsti
Siamo ormai a marzo, ma la piattaforma della nuova Carta del Docente resta muta. Il pagamento della carta era stato previsto per gennaio, ma dopo un’inutile attesa, due settimane fa la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, ne aveva annunciato la liquidazione a breve e, comunque, entro febbraio. Non vi sono tuttora segnali in merito.
La risposta per attivare finalmente la piattaforma dovrà venire dal MEF, dopo che saranno effettuati con assoluta precisione i dati esatti dei destinatari, tenendo conto del budget disponibile (370milioni?) e della platea dei destinatari che, come si sa, è stata ampliata ai supplenti annuali e fino al termine e al personale educativo.
Il personale supplente, destinatario della carta, in servizio nel 2024-25 risultava pari a 236.782 unità, secondo il Portale unico MIM.
Proprio quel numero, nel frattempo, potrebbe essere aumentato in modo significativo, grazie ai docenti nominati su posti di sostegno in deroga.
I posti di sostegno in deroga, infatti, nel corso degli anni hanno registrato un costante incremento mediamente superiore alle 10mila unità; dal 2023-24 al 2024-25 l’incremento era stato superiore a 14mila unità, un aumento che potrebbe essere stato confermato per il 202025-26.
Complessivamente la platea dei destinatari in servizio nel 2025-26, l’anno di riferimento per la liquidazione della Carta Docente, potrebbe, pertanto, avvicinarsi al milione di persone.
Se quel numero complessivo dovesse essere confermato, l’importo unitario della carta potrebbe essere di poco superiore a 370 euro.
A questo punto dell’anno scolastico, però, il vero problema non sarà l’importo della Carta Docente, pur ridotto, della carta, bensì – secondo gli obiettivi formativi della carta – la sua spendibilità in tempo utile per i tre mesi che residuano nel 2026.
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