Francia, a che punto siamo con le istanze del movimento studentesco
di Costanza Mililli
Al termine della quarta settimana di mobilitazione studentesca nazionale, la Francia vede concludersi anche il V atto di una delle più importanti e partecipate contestazioni dal 1986, che ambisce a raggiungere i livelli del maggio del ‘68, come si legge su molti dei pancartes (cartelli portati a mano dai manifestanti) branditi da studenti e studentesse.
Le Monde evidenzia la cosiddetta “battaglia dei numeri” che infuria intorno al movimento: se da un lato, secondo il Ministero dell’Interno i partecipanti alle diverse manifestazioni di martedì 13 ottobre si aggiravano intorno alle 160mila persone, dunque in calo rispetto alla settimana precedente, il gruppo intersindacale delle organizzazioni studentesche registra invece un leggero aumento di affluenza in piazza, parlando di circa 480mila presenti. Il quotidiano francese parla di un cambio di registro soprattutto in questi ultimi giorni: il Ministero dell’Istruzione non conteggia più le “scuole bloccate o con interruzione delle lezioni”, ma preferisce rilevare unicamente le “scuole chiuse”, che ammonterebbero a poco meno di 200. In questi giorni, il Ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha dichiarato che riuscirà a risolvere il problema della carenza di insegnanti e personale scolastico entro la fine delle vacanze scolastiche di Ognissanti, che in Francia dureranno due settimane e inizieranno questo sabato. Nei licei classificati dal Ministero come “prioritari”, o dans le rouge, le situazioni di carenza sono scese da 114 istituti a meno di 50: pur avendo già preso servizio circa due terzi dei 3000 docenti destinati alle sostituzioni previsti, restano da coprire le 400 scuole individuate nella “zona arancione”, en orange, dunque di priorità più bassa.
Una proposta sulle altre misure dovrebbe arrivare invece entro la fine del mese: proprio lo scorso 15 ottobre, ha avuto luogo un terzo incontro tra le organizzazioni studentesche e il Ministro Geffray a tema edilizia scolastica, piattaforma Parcoursup e orari delle lezioni. Sotto molti aspetti l’integrazione della rappresentanza studentesca negli organi consultivi è stata accolta favorevolmente, ma restano aperte diverse perplessità sulla massiccia messa in servizio dei 3000 docenti, sull’adeguatezza della materia insegnata rispetto alla posizione ricoperta e sul numero di posti effettivamente vacanti.
Il movimento studentesco aderirà alla mobilitazione di sabato 17 ottobre contro il carovita insieme ai lavoratori dei più disparati settori: per questo fine settimana sono previste al momento più di 650 manifestazioni in tutta la Francia, come riporta il sito 17octobregiletjaune.net. Nel frattempo si segnalano ulteriori movimenti studenteschi anche in Italia, dove oggi studenti e studentesse sono scesi in piazza per reclamare, tra gli altri, il diritto ad abitare; per le stesse rivendicazioni Spagna e Albania hanno riscontrato tumulti nell’arco di tutta la settimana.
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