Museimpresa compie 25 anni: la memoria delle imprese diventa una lezione per la scuola

Dai musei industriali agli archivi del design e della comunicazione: un patrimonio da scoprire anche nelle visite d’istruzione.

Una scatola di latta, una vecchia chiave, una macchina industriale, una lampadina. Oggetti che possono raccontare molto più della loro funzione: custodiscono gesti, saperi, invenzioni, storie di lavoro e trasformazioni sociali. A ricordarne il valore è una riflessione di Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa, pubblicata sul Corriere della Sera dell’11 ottobre, con un titolo evocativo: «Anche la mano ha una memoria».

L’occasione è il venticinquesimo anniversario di Museimpresa, l’Associazione italiana archivi e musei d’impresa, nata nel 2001 su iniziativa di Assolombarda e Confindustria. La sua rete riunisce oltre 160 musei e archivi, espressione di settori produttivi e territori diversi. Un patrimonio culturale spesso poco conosciuto, che permette di leggere la storia italiana attraverso le trasformazioni dell’industria, delle professioni, dei consumi e della vita quotidiana. Una realtà che ha molto da dire alle scuole italiane e dalla quale esse potrebbero attingere molto.

Non è soltanto una questione di conservazione. Un archivio d’impresa racconta come un’intuizione è diventata un prodotto, come sono cambiate le tecnologie, quali competenze sono state necessarie e quali relazioni si sono costruite tra aziende, lavoratori e comunità. È anche un modo per avvicinare il passato alle domande del presente: che cosa significa innovare? Come si trasmette un mestiere? Quale rapporto esiste tra lavoro, creatività e responsabilità sociale?

Sono interrogativi che riguardano da vicino anche la scuola. Nei musei d’impresa la storia può incontrare la tecnologia, l’arte il design, la scienza l’economia. Oggetti e documenti diventano punti di partenza per un apprendimento concreto e interdisciplinare, capace di mostrare agli studenti i legami tra conoscenze studiate in classe e realtà del territorio.

Il rapporto con le scuole, peraltro, è già una parte effettiva dell’attività di Museimpresa. Il progetto «A scuola d’impresa. L’Italia nei nostri musei e archivi d’impresa», realizzato con LIUC Heritage Hub e l’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa, è rivolto al triennio delle scuole secondarie di secondo grado. Abbina moduli formativi online a esperienze in presenza nei musei e negli archivi della rete, culminanti in un project work. È riconosciuto come percorso di Formazione Scuola Lavoro (ex PCTO).

Nell’anno scolastico 2025/26 il progetto ha raggiunto circa 1.700 studenti. Per il 2026/27 è prevista la quarta edizione, con nuove occasioni per conoscere da vicino la cultura d’impresa, confrontarsi con le persone che ne custodiscono la memoria e sviluppare competenze utili anche per l’orientamento.

Ma le opportunità non si esauriscono in questo progetto, né riguardano soltanto le scuole superiori. A seconda delle proposte didattiche dei singoli musei, percorsi e visite possono offrire spunti anche per la primaria e la secondaria di primo grado: dalla storia degli oggetti alla comunicazione visiva, dalle scoperte scientifiche alla sostenibilità. È importante verificare di volta in volta destinatari, modalità e disponibilità delle attività.

E allora, proprio mentre molte scuole cominciano a scegliere le mete delle uscite e dei viaggi d’istruzione, può essere interessante aggiungere una possibilità alle destinazioni più consuete: un museo o un archivio d’impresa. Non soltanto per vedere come si produceva un tempo, ma per capire come il lavoro, le idee e le competenze abbiano contribuito a trasformare il Paese. Una visita capace di unire cultura, orientamento e scoperta del territorio; e di ricordare che anche le cose più comuni hanno una storia da insegnare.

Per approfondire: Museimpresa – musei e archivi associati  |  Proposte per le scuole e progetto “A scuola d’impresa”– La settimana della Cultura d’impresa

 

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