A 10 anni dal terremoto di Amatrice. Sicurezza antisismica: quasi metà degli edifici scolastici privi del collaudo statico
Le due Italie anche nel campo della sicurezza. Al Nord i due terzi degli edifici hanno certificato di idoneità statica, al Centro-Sud meno della metà. In Sicilia e Campania solo 4 edifici su 10, nel Lazio meno di 3.
Dispongono del progetto antisismico, che è la “carta d’identità strutturale” di un edificio solo 5 mila edifici su 40 mila (13%). Nelle Marche il 36%, in Sardegna solo l’1%
Oggi, 21 settembre 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara partecipano ad Amatrice alla cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/27, a dieci anni dal terremoto che nel 2016 devastò il Centro Italia, provocando 299 vittime, 365 feriti e 40 mila sfollati dal territorio colpito.
Non è casuale che sia stata scelta la scuola per fare memoria del disastro e dell’impegno per la ricostruzione, in quanto la sede della cerimonia sarà l’istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, la scuola ricostruita nella frazione San Cipriano dopo che il sisma aveva distrutto lo storico plesso Romolo Capranica.
Le scuole e il terremoto sono l’occasione per fare il punto dell’applicazione della normativa antisismica per gli edifici scolastici, utilizzando gli ultimi dati pubblicati in merito dal Portale unico del Ministero, che Tuttoscuola ha elaborato, comparato e commentato.
A 24 anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, a 17 anni dal terremoto de L’Aquila e a 10 da quello di Amatrice, qual è lo stato delle certificazioni antisismiche negli edifici scolastici italiani?
Le certificazioni previste dalla normativa antisismica sono principalmente due:
a. Certificato di collaudo statico: 21.319 edifici su 39.993 (53,3%)
b. Progetto antisismico: 5.089 edifici (12,7%)
Il certificato di idoneità statica (CIS) di un edificio è un documento che attesta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti di un fabbricato, in base alle norme in vigore al momento della costruzione dell’edificio. Il CIS attesta la sicurezza di un fabbricato dal punto di vista strutturale. Non è obbligatorio per gli immobili costruiti prima del 1967, a meno che, successivamente, siano stati apportate modifiche all’edificio. Ne dispongono il 53,3% degli edifici scolastici.
Il progetto antisismico è, in pratica, la “carta d’identità strutturale” di un edificio costruito in zona sismica (quindi in tutta Italia): serve a dimostrare che la scuola sarà in grado di resistere a un terremoto secondo le normative vigenti. Ne dispongono il 12,7% degli edifici scolastici (circa 5 mila su 40 mila). In Abruzzo solo il 10,8%, in Sardegna solo 11 edifici su 1.645 (lo 0,7%).
I dati si riferiscono all’a.s. 2023-24, gli ultimi resi disponibili dal MIM.
Va precisato che i proprietari degli edifici scolastici statali sono i Comuni (scuole del primo ciclo) e le Province (scuole del secondo ciclo). Spetta ad essi quindi garantire la sicurezza all’interno degli immobili, a partire dall’ottenimento dei certificati di sicurezza previsti dalla legge. Il Ministero dell’istruzione è di fatto “ospite” degli edifici, e non compete ad esso ottenere le certificazioni
È indubbiamente preoccupante che soltanto per poco più della metà degli edifici scolastici sia stato effettuato il collaudo statico.
Le situazioni estreme vedono Aosta al vertice con l’87,2% degli edifici scolastici che hanno effettuato il collaudo statico, e il Lazio al 28% (soltanto 896 edifici su 3.203 con il CIS). Sopra la media nazionale le regioni settentrionali, esclusa Liguria; sotto la media le regioni meridionali, escluse Molise e Abruzzo.
La progettazione antisismica è correlata indubbiamente anche ai rischi sismici del territorio, secondo le quattro zone (pericolosità decrescente dalla 1 alla 4), definite dal d.lgs. 112/1998 e DPR 380/2001.
Più precisamente, in base alla normativa specifica, i Comuni sono stati suddivisi in quattro zone sismiche, secondo il grado di intensità sismica.
Grazie al Portale unico che riporta per ogni edificio scolastico la posizione di classificazione (da 1 a 4) in base alla zona sismica del territorio comunale in cui la struttura si trova, è possibile individuare e valutare, in particolare, gli edifici che si trovano nelle zone di maggior rischio sismico, cioè la 1 e la 2.
Nella zona 1, classificata come quella a maggior rischio sismico, sono presenti 2.865 edifici scolastici; nella zona 2 ne sono presenti 15.014.
Situazione degli edifici nelle zone sismiche 1 e 2
ZONA 1: 2.865 edifici distribuiti in 37 province
- Certificato di collaudo statico: 1.414 edifici su 2.865 (49,4%)
- Progetto antisismico: 600 edifici (20,9%)
- Piano di evacuazione: 1.997 edifici (69,7%)
Risulta notevolmente sotto la media generale del 49,4% la percentuale di edifici che hanno realizzato il collaudo statico. Trattandosi di edifici che si trovano nelle zone con il più elevato rischio sismico, il dato è, a dir poco, sorprendente.
Dalle 37 province con edifici scolastici in zona 1 sono state omesse dalla tabella di sintesi quelle con numero esiguo di edifici, determinando, in tal modo una graduatoria significativa e probante, che, per quanto riguarda la certificazione del collaudo statico, vede la provincia di Campobasso con la totalità degli edifici in possesso del collaudo statico e con quasi la totalità del Piano di evacuazione, seguita da alcune province del Nord Est e dall’altra provincia del Molise, Isernia.
Con percentuali notevolmente sotto la media nazionale la provincia di Agrigento sia per la certificazione del collaudo statico che per l’approvazione del Piano di evacuazione.
Sorprendono le situazioni di province, note per eventi sismici degli ultimi decenni, con percentuali di collaudo statico ben lontane da valori elevati.
ZONA 2: 15.014 edifici distribuiti in 72 province
- Certificato di collaudo statico: 7.436 edifici su 15.014 (49,5%)
- Progetto antisismico: 2.640 edifici (16,6%)
- Piano di evacuazione: 12.036 edifici (80,2%)
Anche per gli edifici scolastici ubicati in territori comunali classificati in zona sismica 2, la percentuale media delle certificazioni di collaudo statico è pressoché identica a quella degli edifici ubicati in zona 1.
Le province di Palermo, Roma e Napoli registrano percentuali di edifici con certificazione di collaudo statico di poco superiore al 30%, certificando, conseguentemente, che quasi il 70% è privo di collaudo statico.
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