Dirigenti scolastici, firmato il contratto 2022-2024: aumenti del 6%, più mobilità tra regioni e novità su ferie e disciplina
Con la firma definitiva avvenuta il 6 agosto all’ARAN si chiude il percorso di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca 2022-2024, che riguarda dirigenti scolastici e dirigenti degli enti di ricerca e dell’università. L’intesa, la cui ipotesi era stata sottoscritta l’11 maggio scorso, introduce incrementi economici, modifica alcuni istituti della parte normativa e apre la strada all’avvio del prossimo rinnovo contrattuale. L’obiettivo dichiarato dal Ministero è quello di garantire continuità alla stagione dei rinnovi. «Abbiamo mantenuto un altro fondamentale impegno finalizzato alla valorizzazione di chi guida le istituzioni scolastiche. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, annunciando l’intenzione di procedere rapidamente alla definizione dell’Atto di indirizzo per avviare le trattative relative al contratto 2025-2027.
Un rinnovo che vale circa il 6%
Sul piano economico, il nuovo contratto determina un incremento retributivo complessivo di circa il 6%.
Lo stipendio tabellare annuo lordo dei dirigenti scolastici aumenta infatti di 2.990 euro a regime, passando da 47.015,73 euro a 50.005,73 euro. Per il biennio 2022-2023 gli aumenti corrispondono alle anticipazioni economiche già corrisposte, mentre dal 1° gennaio 2024 è previsto un incremento mensile lordo complessivo di 230 euro, dei quali 185,27 euro rappresentano l’aumento effettivo rispetto a quanto già anticipato.
Cresce anche la parte fissa della retribuzione di posizione, che aumenta di 1.170 euro annui, passando da 13.345,11 a 14.515,11 euro, con un incremento mensile di 90 euro lordi.
Il contratto rafforza inoltre il Fondo Unico Nazionale (FUN), che dal 2024 viene incrementato stabilmente di 11 milioni di euro. La quota principale è destinata a finanziare proprio l’aumento della retribuzione di posizione fissa, mentre le restanti risorse andranno ad alimentare il fondo destinato alle retribuzioni di posizione e di risultato. Dal 2025 il FUN riceverà un ulteriore incremento di 1,28 milioni di euro annui.
Le principali novità normative
Accanto agli aspetti economici, il rinnovo interviene su diversi istituti della parte giuridica.
Tra le modifiche di maggiore interesse figura l’aumento della quota di posti destinabili alla mobilità interregionale, che passa dal 60% all’80% delle disponibilità. Una novità attesa da molti dirigenti scolastici che aspirano a un trasferimento in un’altra regione.
Cambiano anche le regole sulle ferie. Qualora, per esigenze di servizio o per motivate ragioni personali, non sia stato possibile usufruirne nell’anno di maturazione, sarà possibile recuperarle entro la fine dell’anno successivo.
Interventi riguardano inoltre il procedimento disciplinare. Tra le modifiche introdotte viene esteso da 20 a 30 giorni il periodo entro il quale può essere valutata la recidiva ai fini dell’applicazione delle sanzioni.
Il contratto interviene anche su altri istituti, tra cui assenze retribuite e periodo di prova, aggiornando una parte della disciplina contrattuale della dirigenza scolastica.
I sindacati: contratto importante, ma il confronto deve proseguire
La firma definitiva è stata accolta favorevolmente dalle organizzazioni sindacali, pur con l’invito ad aprire rapidamente il tavolo per il prossimo rinnovo.
Per la segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci, la sottoscrizione assume anche un valore simbolico. «La firma definitiva del contratto avviene in una data che per noi ha un significato particolare», ha osservato, ricordando Paola Serafin, storica dirigente della CISL Scuola scomparsa il 6 agosto dello scorso anno, alla quale il sindacato ha voluto dedicare questo rinnovo.
Anche la UIL Scuola Rua sottolinea l’importanza dell’intesa, ma guarda già al futuro. «La sottoscrizione definitiva del CCNL 2022-2024 rappresenta un risultato importante, che consente di dare risposte attese alla categoria e di chiudere una fase negoziale significativa», afferma il segretario generale Giuseppe D’Aprile. Secondo il sindacato, il prossimo passo dovrà essere l’emanazione dell’Atto di indirizzo per avviare senza ritardi il negoziato relativo al triennio 2025-2027, così da riallineare i rinnovi contrattuali ai rispettivi periodi di vigenza.
Sulla stessa linea il responsabile nazionale del Dipartimento dirigenti scolastici della UIL Scuola Rua, Andrea Codispoti, secondo cui il contratto introduce «importanti aggiornamenti nella parte giuridica» su ferie, mobilità, periodo di prova e procedimento disciplinare, ma non esaurisce le esigenze della categoria. Per Codispoti resta aperto il tema della valorizzazione economica della dirigenza scolastica, sia attraverso il recupero del potere d’acquisto sia mediante una progressiva riduzione del divario retributivo rispetto agli altri dirigenti della pubblica amministrazione.
Ora il prossimo triennio
La firma del CCNL 2022-2024 chiude formalmente una trattativa attesa da tempo, ma apre già la successiva. Governo e sindacati convergono infatti sulla necessità di evitare nuovi ritardi, avviando in tempi rapidi il confronto per il contratto 2025-2027. Sul tavolo non ci saranno soltanto le risorse economiche, ma anche un ulteriore aggiornamento della parte normativa, chiamata a misurarsi con un ruolo dirigenziale sempre più complesso, tra responsabilità amministrative, gestione delle risorse umane e sfide organizzative che caratterizzano oggi l’autonomia scolastica.
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