Valutazione dei Dirigenti Scolastici, oltre l’86% nella fascia più alta. Dal 2026/27 focus su inclusione e successo formativo

Oltre otto dirigenti scolastici su dieci hanno ottenuto il livello più alto nella valutazione relativa all’anno scolastico 2024/25. Su 7.099 dirigenti valutati, 6.114 hanno raggiunto un punteggio pari o superiore a 80. Un dato molto elevato, che fotografa un sistema nel quale la grande maggioranza dei capi d’istituto si colloca nella fascia di risultato più favorevole. A riferirlo è l’ANP, che il 29 luglio ha partecipato al Ministero dell’Istruzione e del Merito a una riunione informativa dedicata al bilancio della valutazione dei dirigenti e alla definizione dei nuovi obiettivi. Per l’Amministrazione era presente Antonella Tozza, direttrice generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione.

I numeri della valutazione 2024/25

Nel dettaglio, oltre ai 6.114 dirigenti collocati nella fascia più alta, 883 hanno ottenuto un risultato intermedio, con un punteggio compreso tra 55 e 79. Altri 94 si sono attestati nel livello inferiore, mentre soltanto 8 non hanno raggiunto la soglia minima di 31 punti. In termini percentuali, più dell’86% dei dirigenti ha quindi ottenuto il livello massimo, circa il 12,5% si è fermato nella fascia intermedia e appena l’1,3% si è collocato in quella più bassa. Numeri che pongono inevitabilmente una questione: una distribuzione così concentrata verso l’alto restituisce pienamente le differenze tra i diversi contesti scolastici e le diverse capacità gestionali oppure rischia di ridurre la funzione selettiva e migliorativa della valutazione? Il dato, da solo, non consente di sciogliere il nodo. Mostra però quanto sia importante interrogarsi non soltanto sui punteggi, ma anche sugli indicatori utilizzati, sulla loro capacità di misurare il lavoro reale delle scuole e sull’effettiva utilità del sistema per orientare il miglioramento.

Contraddittorio e conciliazione: quante richieste sono state presentate

Sono stati 711 i dirigenti scolastici che hanno chiesto di attivare il contraddittorio, mentre 66 hanno presentato istanza di conciliazione presso l’Organismo di garanzia. La distanza tra i due numeri segnala che una parte significativa dei valutati ha ritenuto necessario chiedere chiarimenti o discutere l’esito ricevuto, ma solo una quota ridotta ha poi scelto di proseguire fino alla fase di conciliazione. Anche questo passaggio rappresenta un indicatore della tenuta del sistema: la valutazione, soprattutto quando produce effetti sulla carriera e sulla retribuzione di risultato, deve essere comprensibile, trasparente e sostenuta da criteri verificabili.

All’INVALSI l’analisi qualitativa dei risultati

Accanto ai dati quantitativi, il Ministero ha affidato all’INVALSI un approfondimento qualitativo sulla valutazione 2024/25. Secondo quanto riferito dall’ANP, il presidente dell’Istituto, Roberto Ricci, ha illustrato il lavoro svolto attraverso alcuni focus group che hanno coinvolto 31 dirigenti scolastici. L’obiettivo è stato quello di far emergere aspetti, criticità e percezioni che difficilmente possono essere colti attraverso i soli punteggi. Tra gli elementi maggiormente apprezzati sarebbe emerso il carattere nazionale del sistema di valutazione, considerato un fattore di uniformità e garanzia. In un quadro scolastico segnato da forti differenze territoriali, l’esistenza di criteri comuni può rappresentare un punto di forza. Resta però essenziale verificare quanto questi criteri riescano ad adattarsi alla complessità dei contesti locali.

Valutazione 2025/26, risultati attesi nel mese di agosto

Durante l’incontro sono state fornite anche alcune indicazioni sulla procedura riferita all’anno scolastico 2025/26. All’inizio di agosto dovrebbero essere restituiti gli esiti relativi al rispetto dei tempi di pagamento delle fatture commerciali. Entro la fine del mese sono attesi, invece, i risultati sulla pubblicazione dell’attestazione dell’Organismo indipendente di valutazione. Dovrebbero arrivare a breve anche gli esiti relativi all’obiettivo regionale e all’indicatore dedicato all’attuazione di sperimentazioni e innovazioni organizzativo-didattiche. Il quadro conferma una valutazione ancora fortemente legata a indicatori amministrativi, scadenze, pubblicazioni e procedure. Aspetti importanti per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, ma non sufficienti, da soli, a restituire la qualità complessiva dell’azione dirigenziale.

Dal 2026/27 un obiettivo su successo formativo e inclusione

La principale novità annunciata riguarda l’anno scolastico 2026/27. Il Ministero intenderebbe mantenere una sostanziale continuità con il modello già adottato, introducendo però un obiettivo specifico dedicato al successo formativo e all’inclusione degli studenti. L’intenzione sarebbe quella di spostare progressivamente il baricentro della valutazione dagli adempimenti e dai dati formali alle azioni concretamente realizzate dai dirigenti scolastici. Si tratta di un passaggio rilevante. Ricondurre la valutazione dei capi d’istituto al percorso educativo degli studenti significa interrogarsi su come la leadership scolastica incida sulla prevenzione della dispersione, sull’inclusione, sul benessere, sull’organizzazione della didattica e sulla capacità di sostenere chi incontra maggiori difficoltà. La sfida sarà tradurre questi obiettivi in indicatori credibili. Il successo formativo non dipende infatti soltanto dall’azione del dirigente, ma anche dalle condizioni sociali ed economiche del territorio, dalla stabilità degli organici, dalle risorse disponibili e dalla composizione della popolazione scolastica.

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