Burnout insegnanti: circa 6 su 10 chiedono intervento psicologico. La quarta Indagine IARD sui docenti
Dopo l’importante ricerca Cisl Scuola-Tuttoscuola-Fondazione Tarantelli sulla condizione degli insegnanti è disponibile presso la casa editrice Il Mulino la quarta edizione della storica indagine sui docenti realizzata dall’Istituto IARD (acronimo che significa Identificazione e Assistenza Ragazzi Dotati, finalità costitutiva dell’Istituto), pubblicata per la prima volta nel 1992 col titolo “Insegnare oggi. Prima indagine Iard sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana” sempre da Il Mulino, e curata dal sociologo Alessandro Cavalli.
Dopo quella prima indagine ne sono poi uscite altre due, nel 1999 e nel 2008, e ora la quarta, a cura di Gianluca Argentin dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Be for Education Foundation, che conferma ancora una volta che i docenti italiani, malgrado tutto mostrano attaccamento al proprio lavoro e confermerebbero la scelta di insegnare, anche se otto docenti su dieci lamentano il crollo del prestigio sociale della categoria.
Quanto al burnout, emerge che gli insegnanti ci convivono, pur lamentando carichi di lavoro eccessivi, ben al di là dell’orario di servizio. Il 18% degli insegnanti presenta livelli elevati di burnout, ma quasi la metà degli intervistati dichiara di sentirsi mentalmente esausta almeno qualche volta nel corso dell’anno scolastico.
I dati evidenziano una situazione di forte sovraccarico, con un aumento del lavoro extra-aula rispetto agli scorsi decenni che spinge circa 6 insegnanti su 10 a richiedere il supporto di uno psicologo. Rispetto al 1999 è cresciuta piuttosto in modo esponenziale la percezione di essere esposti a fenomeni di violenza all’interno dello stesso ambiente scolastico, percezione che, anche a causa del deterioramento del rapporto con le famiglie degli alunni, è passata dal 20 al 78,6%. Una miniera di dati che merita di essere approfondita e divulgata per le importanti considerazioni che può suggerire.
Il massiccio volume (536 pagine) ospita oltre trenta contributi in prevalenza di sociologi come Roberto Moscati e Orazio Giancola, ma anche di statistici come Tommaso Agasisti, psicologi come Anna Maria Ajello, esperti di valutazione e studiosi della rivoluzione digitale che sta investendo anche il mondo della scuola. Nella sua postfazione Alessandro Cavalli ripercorre i tratti fondamentali degli studi sull’evoluzione della condizione insegnante che egli ha potuto osservare da vicino negli ultimi quarant’anni.
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