Mobilità europea per 150mila studenti: il nuovo piano del MIM punta sulle lingue

Un investimento da 420 milioni di euro per portare all’estero 150mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado, coinvolgendo anche 15mila docenti. È il nuovo piano “Gli studenti italiani in Europa”, presentato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il 30 giugno al Ministero, con l’obiettivo di rafforzare l’internazionalizzazione della scuola italiana e offrire ai ragazzi esperienze formative direttamente nei sistemi scolastici europei.

L’iniziativa, finanziata attraverso fondi strutturali europei, si propone di ampliare in modo significativo le opportunità di mobilità internazionale, affiancando e superando per dimensioni le esperienze finora offerte dai programmi europei. Secondo il Ministro, il piano rappresenta “il più grande intervento di potenziamento linguistico mai realizzato dalla scuola italiana”.

Non solo corsi di lingua: l’obiettivo è vivere la scuola europea

L’idea va oltre il tradizionale soggiorno linguistico. Gli studenti del quarto anno delle scuole superiori potranno essere inseriti, per periodi variabili – dalle due settimane fino a sei mesi – in scuole di altri Paesi europei, frequentando lezioni insieme ai coetanei stranieri e partecipando ad attività laboratoriali, project work, visite aziendali, incontri con esperti e, in alcuni casi, anche percorsi universitari.

Il Ministero coprirà integralmente le spese di viaggio, vitto e alloggio. Le risorse saranno assegnate alle scuole, che dovranno selezionare i partecipanti sulla base di criteri che combineranno merito scolastico e indicatore ISEE, nel tentativo di garantire sia la valorizzazione delle competenze sia l’accesso alle opportunità da parte degli studenti provenienti da contesti economicamente meno favorevoli.

Accanto agli studenti partiranno circa 15mila docenti, chiamati a seguire le attività formative e a svolgere funzioni di accompagnamento durante l’esperienza.

Una strategia più ampia per l’internazionalizzazione

Nel presentare il progetto, Valditara lo ha inserito all’interno di una strategia più complessiva di riforma del sistema scolastico. Dal potenziamento delle discipline STEM all’intelligenza artificiale, dalla filiera tecnologico-professionale 4+2 ai docenti tutor e orientatori, fino agli interventi di Agenda Sud e Agenda Nord, il piano europeo viene presentato come un ulteriore tassello di una scuola orientata allo sviluppo delle competenze e all’apertura internazionale.

Nel corso dell’incontro il Ministro ha anche sottolineato il coinvolgimento, definito senza precedenti, delle Consulte provinciali degli studenti nella fase di elaborazione delle nuove Indicazioni nazionali, evidenziando il contributo offerto dagli organismi di rappresentanza studentesca.

Una mobilità diversa dalle tradizionali gite scolastiche

Il nuovo piano arriva in un momento in cui il tema delle uscite didattiche continua a suscitare un ampio dibattito nelle scuole.

Negli ultimi mesi è emersa con forza la crescente difficoltà nel reperire docenti disponibili ad accompagnare le classi durante le tradizionali visite d’istruzione. Le responsabilità civili e penali, l’assenza di adeguati riconoscimenti economici e la complessità organizzativa hanno progressivamente ridotto la disponibilità degli insegnanti.

Curiosamente, però, lo scenario cambia quando si parla di mobilità internazionale. Diverse rilevazioni condotte tra i docenti mostrano una maggiore disponibilità a partecipare ai progetti Erasmus+ o ad analoghe esperienze europee. A fare la differenza sembrano essere soprattutto la natura educativa del progetto, la selezione degli studenti partecipanti e un’organizzazione più strutturata rispetto alle tradizionali gite scolastiche.

Anche il nuovo piano del Ministero si muove in questa direzione: percorsi costruiti attorno a obiettivi didattici precisi, studenti selezionati e una permanenza nelle scuole ospitanti che punta a trasformare il viaggio in un’esperienza di apprendimento, piuttosto che in una semplice uscita scolastica.

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