Liceo Matematico, al via la sperimentazione nazionale dal 2026/27. La matematica diventa laboratorio di pensiero

La matematica non solo come disciplina, ma come chiave di lettura della realtà e strumento per sviluppare capacità di analisi, argomentazione e collegamento tra i saperi. È questa la filosofia alla base del Liceo Matematico, che dal prossimo anno scolastico entrerà ufficialmente nella fase di sperimentazione nazionale.

Con il Decreto ministeriale n. 104 del 10 giugno 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti autorizzato l’avvio del nuovo percorso a partire dall’anno scolastico 2026/2027, riconoscendo a livello nazionale un’esperienza didattica che negli ultimi anni si è progressivamente diffusa grazie all’iniziativa di numerose scuole e università.

Dalla sperimentazione locale a un modello nazionale

Il progetto del Liceo Matematico non nasce oggi. Le sue origini risalgono a un’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Salerno, che nel tempo ha coinvolto una rete sempre più ampia di istituti scolastici e dipartimenti universitari, sperimentando un modo diverso di insegnare la matematica.

Il decreto ministeriale rappresenta ora il passaggio da una pluralità di esperienze locali a una sperimentazione coordinata su scala nazionale, accompagnata da un sistema di monitoraggio e da un quadro di riferimento comune per le scuole che aderiranno.

Non più ore di matematica, ma un diverso modo di insegnarla

Uno degli elementi distintivi del nuovo percorso riguarda proprio il suo impianto culturale. Non si tratta infatti di incrementare semplicemente il numero di ore dedicate alla disciplina, ma di ripensarne l’insegnamento.

L’obiettivo è valorizzare la matematica come linguaggio capace di dialogare con le scienze, ma anche con la filosofia, la letteratura, la storia, l’economia e le altre discipline, favorendo una formazione meno frammentata e più orientata alla costruzione di competenze trasversali.

In questa prospettiva la matematica viene proposta come esercizio di ragionamento, strumento di interpretazione della complessità e palestra per lo sviluppo del pensiero critico.

Il Laboratorio Matematico al centro della sperimentazione

Cuore del nuovo modello sarà il Laboratorio Matematico, uno spazio didattico nel quale gli studenti saranno chiamati a lavorare su attività interdisciplinari progettate dalle scuole nell’ambito della propria autonomia, spesso in collaborazione con le università.

L’intento è favorire un apprendimento più attivo, basato sulla risoluzione di problemi, sull’argomentazione e sul confronto tra diversi linguaggi disciplinari.

Una scelta che assume un significato particolare in un contesto segnato dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali, che richiedono competenze logiche, capacità di interpretare dati e consapevolezza dei modelli matematici che stanno alla base dell’innovazione.

Valditara: “Investire nella matematica significa investire nella qualità della formazione”

Commentando il provvedimento, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato come la sperimentazione si inserisca nel più ampio percorso di revisione dell’insegnamento della matematica nei licei e sia coerente con il lavoro in corso sulle nuove Indicazioni nazionali.

Secondo il ministro, l’obiettivo è rafforzare il rigore della disciplina senza rinunciare alla sua dimensione culturale, valorizzandone il contributo allo sviluppo della comprensione, della capacità argomentativa e del dialogo con gli altri saperi. Una formazione che, nelle intenzioni del Ministero, dovrebbe contribuire a preparare gli studenti ad affrontare le trasformazioni scientifiche, tecnologiche e sociali dei prossimi anni.

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