Social vietati agli under 15? Valditara rilancia il dibattito: ‘Serve una legge al più presto’
Il tema dell’accesso dei minori ai social network torna al centro del confronto pubblico e politico. A riaccendere il dibattito è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che si è detto favorevole a introdurre anche in Italia un divieto di utilizzo delle piattaforme social per i ragazzi al di sotto dei 15 anni.
L’occasione è stata il convegno “Dipendenze e prevenzione: il ruolo della comunicazione”, promosso dall’Associazione Giornaliste Italiane, durante il quale il ministro ha commentato le misure restrittive che diversi Paesi europei stanno valutando o sperimentando per limitare l’esposizione dei più giovani ai social media.
La proposta: limitare l’accesso prima dei 15 anni
Interpellato sull’ipotesi di adottare nel nostro Paese una normativa simile a quella discussa nel Regno Unito per gli under 16, Valditara ha espresso una posizione netta: vietare l’accesso ai social ai minori di 15 anni.
Una dichiarazione che si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso gli effetti dell’uso precoce e intensivo delle tecnologie digitali sulla salute psicologica e relazionale degli adolescenti. Negli ultimi anni, infatti, il tema è stato oggetto di numerose ricerche e di un confronto sempre più acceso tra istituzioni, scuole, famiglie e comunità scientifica.
L’appello al Parlamento
Il ministro ha inoltre richiamato l’attenzione sul disegno di legge attualmente all’esame del Senato, auspicandone una rapida approvazione. Secondo Valditara, la politica non può più permettersi di rinviare una decisione su una questione che coinvolge direttamente il benessere delle nuove generazioni.
L’invito è quello di accelerare i tempi dell’iter parlamentare per dotare il Paese di strumenti normativi in grado di affrontare il fenomeno delle dipendenze digitali e delle possibili derive legate all’utilizzo incontrollato della rete.
I rischi evidenziati dalla ricerca
A sostegno della propria posizione, il ministro ha richiamato gli studi scientifici che negli ultimi anni hanno analizzato l’impatto dei social network sullo sviluppo dei ragazzi. Le ricerche evidenziano possibili correlazioni tra uso eccessivo delle piattaforme digitali e fenomeni come isolamento sociale, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno, aumento dell’ansia e fragilità emotive.
Accanto ai social, Valditara ha citato anche i rischi derivanti dall’accesso ad ambienti digitali meno controllati, come il dark web, sottolineando la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e tutela.
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