‘Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo’: premiati i progetti multimediali con il sostegno di Fondazione CR Firenze. Coinvolte 30 scuole toscane

Hanno indossato le toghe, visitato gli uffici giudiziari e simulato processi penali per riflettere su fenomeni come il cyberbullismo e la violenza sessuale. Protagonisti sono stati gli studenti del progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”, ideato da Luciano Trovato, presidente dell’associazione Ciak Formazione e legalità ETS, che utilizza la simulazione del processo penale minorile come strumento di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole.

All’Innovation Center di Fondazione CR Firenze, al termine di questo anno scolastico e dei percorsi, sono stati premiati nove prodotti multimediali realizzati dagli studenti del progetto e tra i contributi anche è stato proiettato un cortometraggio realizzato dai ragazzi dell’Istituto Agrario di Firenze sul tema del rispetto dei diritti umani in carcere.
Fondazione CR Firenze sostiene il progetto nell’area fiorentina da due anni. In questa edizione il programma ha coinvolto otto classi di altrettanti istituti scolastici nelle province di Firenze, Arezzo e Grosseto, su 30 in totale nella regione, offrendo un’esperienza diretta con i temi della legalità e della giustizia minorile.

“Educare alla legalità non significa soltanto spiegare delle regole – ha dichiarato Maria Oliva Scaramuzzi, Vicepresidente di Fondazione CR Firenze -. Significa aiutare i giovani a comprendere le conseguenze delle proprie azioni, sviluppare senso critico, imparare a mettersi nei panni degli altri e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. È proprio questo il valore di un progetto come CIAK: attraverso la simulazione di un processo penale minorile, ragazze e ragazzi non si limitano a studiare concetti astratti, ma entrano concretamente in contatto con temi complessi che riguardano la convivenza civile, il rispetto delle persone e il funzionamento della giustizia. I nove prodotti multimediali che premiamo oggi non sono semplicemente un risultato finale, ma la testimonianza concreta di un percorso di crescita, di riflessione e di partecipazione attiva”.

Il percorso di Ciak si articola in quattro fasi: formazione dei docenti, incontri con esperti — magistrati, avvocati, neuropsichiatri, psicologi e sociologi —, simulazione di un processo penale minorile nelle aule dei tribunali del territorio, e realizzazione di prodotti multimediali da parte degli studenti. Novità di questa edizione è stata la sperimentazione, in due scuole, di un copione dedicato al tema della violenza sessuale: un percorso che ha favorito una riflessione consapevole tra i ragazzi prossimi alla maggiore età, come dimostrano i contributi raccolti, particolarmente significativi.

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