Calendario scolastico alla svolta? Il modello Emilia-Romagna conquista il Sud

Il dibattito sul calendario scolastico italiano è ufficialmente aperto. La decisione della Regione Emilia-Romagna di avviare una sperimentazione che permette l’apertura delle scuole dal 31 agosto per attività ricreative e di supporto alle famiglie sta facendo scuola. Letteralmente. Sebbene le lezioni ufficiali partano a metà settembre, la finestra anticipata di due settimane pensata per conciliare i tempi di vita e lavoro dei genitori piace molto anche altrove, con Campania e Puglia in prima linea per replicare l’iniziativa, e persino i primi test avviati a Genova.

Tuttavia, l’Italia si scopre spaccata in due: tra Regioni che spingono per l’anticipo, territori che chiedono di posticipare a causa del clima e una forte resistenza da parte del corpo docente.

Il Sud guarda all’Emilia: Campania e Puglia aprono al confronto

Nelle regioni meridionali il tema della conciliazione familiare è particolarmente sentito, soprattutto per la carenza di alternative pubbliche ai centri estivi privati.

In Campania

L’assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola, Andrea Morniroli, ha confermato la nascita di un tavolo di confronto permanente con sindacati, presidi, docenti e genitori. L’obiettivo è parlarne senza semplificazioni: “In alcuni quartieri aumentare il tempo-scuola, seppur non obbligatorio e per i più piccoli, può essere fondamentale per contrastare l’abbandono scolastico precoce. C’è il nodo del caldo africano da valutare, ma il tema ha un senso profondo.”

In Puglia

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora alla Cultura, Silvia Miglietta, che promuove a pieni voti l’idea di aprire le scuole in anticipo con attività sportive, culturali ed educative. L’idea è quella di strutturare a livello regionale ciò che in parte già avviene a macchia d’andare grazie all’autonomia degli istituti o a fondi ministeriali.

La Sardegna va controcorrente: “Slittiamo a ottobre”

Di parere diametralmente opposto è la Sardegna. L’assessora alla Pubblica istruzione isolana, Ilaria Portas, frena bruscamente sull’anticipo: le richieste del territorio vanno semmai verso un posticipo delle lezioni a ottobre per ragioni puramente climatiche.

L’ipotesi di slittare a ottobre è stata comunque scartata per evitare di dover prolungare le lezioni a fine giugno. La Regione ha però scelto un’altra via per sostenere i genitori: l’approvazione di una nuova legge specifica per il finanziamento e il supporto dei centri estivi.

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