GPS 2026/28 e Didattica Differenziata: la verifica dei titoli tra enti accreditati e autorizzati

di Gianni Russo

In queste settimane le scuole polo e gli Uffici scolastici sono impegnati nelle operazioni di valutazione delle istanze presentate dagli aspiranti all’inserimento e aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il biennio 2026/2028.

Tra gli aspetti che stanno richiedendo maggiore attenzione vi è la corretta valutazione dei titoli relativi alla didattica differenziata Montessori, Agazzi e Pizzigoni, oggetto di recenti chiarimenti ministeriali.

Sul punto è intervenuta la Nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 8082 del 30 marzo 2026. Il chiarimento ministeriale non lascia spazio a interpretazioni: la specializzazione nella didattica differenziata è un titolo abilitante specifico che deve essere rilasciato esclusivamente da enti autorizzati dal Ministero a tale scopo e deve recare anche la firma del rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale competente per territorio che abbia partecipato alla commissione d’esame (come l’Opera Nazionale Montessori, l’Associazione Opera Pizzigoni e le Università autorizzate).

Un punto fondamentale, spesso oggetto di errore da parte degli aspiranti, riguarda gli enti di formazione generale. La nota precisa che non sono validi i titoli rilasciati da enti, seppur accreditati per la formazione docente ai sensi delle direttive ministeriali 90/2003 e 170/2016. Tali enti sono autorizzati alla formazione continua, ma non hanno la prerogativa legale per rilasciare il titolo di specializzazione necessario per l’inserimento negli elenchi differenziati.

In questo contesto, spicca l’operato degli Uffici Scolastici Provinciali di Matera e Potenza, che hanno già consolidato un orientamento rigoroso, anticipando la fase di valutazione delle nuove istanze.

Richiamando il quadro normativo delineato dall’art. 2, comma 10 della Legge n. 150/2024 e dal Decreto Ministeriale n. 112 del 6 giugno 2025, i due uffici lucani hanno condotto un’accurata operazione di bonifica dei dati.

Le verifiche hanno riguardato soprattutto i titoli rilasciati da enti di formazione accreditati ai sensi delle Direttive ministeriali n. 90/2003 e n. 170/2016, ma non autorizzati specificamente al rilascio di titoli abilitanti per la didattica differenziata.

Questo lavoro ha portato all’adozione del Decreto prot. 173 del 16 dicembre 2025, con il quale sono state disposte esclusioni e rettifiche di punteggio nei confronti degli aspiranti per i quali i titoli dichiarati non risultavano conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

Il messaggio che arriva dalla Basilicata è chiaro: la specializzazione didattica richiede percorsi certificati e l’Amministrazione deve farsi garante della correttezza di elenchi determinanti per il futuro della scuola, assicurando la piena legittimità delle procedure e la qualità dell’insegnamento.

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