Cosa sanno i dirigenti scolastici dell’IA?

Il prorompente successo delle applicazioni dell’IA, soprattutto nelle sue versioni generative, tra la popolazione giovanile, che la usa ormai in tutto il mondo anche come ausilio per studiare e fare i compiti (ma anche come confidente, “companion”, ma questo è un altro discorso), rende sempre più necessario e urgente che gli insegnanti, e anche i dirigenti e il personale ATA, possiedano almeno una conoscenza, se non teorica, almeno pratica (l’ideale sarebbe teorico-pratica) del loro funzionamento. 

Il fatto è che pochi insegnanti in servizio, tra loro forse i supplenti più giovani, conoscono a fondo e sanno ben maneggiare queste applicazioni, e tanto meno i dirigenti scolastici (salvo rare eccezioni), la cui età media di circa 56 anni, unita a titoli di studio in prevalenza di carattere umanistico-letterario e giuridico-economico, li configura come soggetti quasi del tutto privi di competenze in materia di IA, ma nello stesso tempo carichi di responsabilità.

Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo e della normativa italiana (Legge 132/2025 e relative Linee guida), i dirigenti scolastici sono ora classificati come utilizzatori (deployer) di sistemi che se usati per esempio per la valutazione degli studenti sono classificati come “ad alto rischio” (high-risk AI systems). Il MIM ha perciò destinato 100 milioni di euro (fondi PNRR) per la formazione di dirigenti e docenti sull’IA, con bandi attivati a marzo 2026.

Ora arrivano altri programmi di finanziamento, di cui si parlerà nel webinar gratuito che sarà tramesso martedì 5 maggio alle 15 (iscrizione gratuita da qui).

Le maggiori responsabilità ricadono sui dirigenti in quanto legali rappresentanti delle scuole e della loro governance. A loro spetta di verificare che gli strumenti di IA scelti siano usati in modo sicuro, trasparente e pedagogicamente corretto, perché gli studenti e le famiglie hanno il diritto di sapere se una valutazione avviene tramite algoritmi, e se in tal caso venga sempre assicurato il controllo e la decisione finale di un docente.

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