Incipit Vita Nova di Luciano Corradini
C’è un luogo nascosto, dentro ciascuno di noi, ove custodiamo i segreti del cuore. È un luogo inaccessibile ai più, in cui conserviamo i ricordi più belli e più profondi, che avvolgiamo di delicato riserbo, che vogliamo proteggere dalla banalità. Solo ad alcuni – nella relazione più intima che unisce pensieri e sentimenti di persone confidenti – apriamo il nostro cuore e riveliamo tali segreti. Ma evidentemente c’è un’età o uno stadio della vita in cui si possono aprire senza mistero le porte dell’anima, per rivelare la bellezza di quei sentimenti che sentivamo solo nostri, per condividerli. È un passaggio dell’esistenza in cui riusciamo a guardare con distacco a noi stessi, forse anche a indulgere ad alcune nostre ingenuità, consegnandoci agli altri come un libro aperto, per amore di un bene più grande: per amore del nostro prossimo, per amore della vita. Siamo quindi grati a Luciano e Beatrice, che ci hanno disvelato i segreti dei loro cuori e regalato la bellezza di sentimenti profondi, che non tramontano mai.
È questa l’introduzione con cui il prof. Raffaele Ciambrone dell’Università di Pisa presenta “INCIPIT VITA NOVA, Carteggio d’Amore di due Liceali negli anni cinquanta – Riflessioni sulla nostra famiglia e sull’educazione nella scuola di tutti”.
La prefazione sul mistero svelato in età avanzata e i due liceali di settant’anni fa che si scambiano messaggi d’amore sollecitano la curiosità per conoscere chi si cela dietro i nomi di Luciano e di Beatrice.
Una curiosità svelata soltanto a metà, perché della ragazza si conosce soltanto il nome, Beatrice, appartenente forse ad una famiglia nobiliare, come sembra trasparire indirettamente da un suo breve messaggio; di Luciano si sa invece tutto, perché quel liceale innamorato è Luciano Corradini, professore universitario emerito, già sottosegretario al Ministero dell’Istruzione ed ex Presidente nazionale dell’UCIIM, l’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi.
Il professor Corradini, ora novantenne, ha voluto “aprire le porte dell’anima” di un amore tenuto segreto per decenni, e, come ha spiegato lui stesso nelle prime pagine del libro-carteggio, edito da Diogene Multimedia, ha voluto svelare, quasi per caso.
“La causa occasionale che mi ha portato a tirare giù da un armadio un fascicolo blu contenente i fogli in questione, e a rileggerli con un misto di pudore e di tenerezza, è stata la lettura del romanzo Bianca come il latte rossa come il sangue, di Alessandro D’Avenia, …. Si tratta infatti di un racconto che interpreta e rappresenta il sedicenne Leo, un ragazzo che annota, in una sorta di diario, la vicenda del suo innamoramento prima sognante e poi drammatico, conclusosi con la ricerca di un più profondo senso della vita. …. Nel nostro caso si tratta invece di ragazzi reali, che, senza rete sottostante, “volavano” da un trapezio all’altro, attraverso le “lettere” che si scambiavano in modo furtivo e discontinuo, immaginando i rispettivi pensieri e sentimenti. Le vicende del nostro carteggio si svolsero in un triennio pieno di sogni, di ragionamenti, di equivoci e di speranze, in cui lui e lei cercavano di capirsi e di aiutarsi a capire, di crescere e di aiutarsi a crescere o talora di rompere questo appassionante e talora angosciante lavoro interiore. Il tutto in una posizione asimmetrica, in cui lui era innamorato e lei sperava di diventarlo: tanto che disse subito, in risposta alla “dichiarazione” di lui, che si sarebbe sentita “la donna più felice del mondo” se ciò fosse avvenuto: lo ringraziava e gli chiedeva un aiuto a crescere, “perché 16 anni ora sono pochini, non credi?”.
Il carteggio tra i due giovani si sviluppa negli anni del liceo in quella posizione asimmetrica, di cui parla Luciano, in una serie di vicende segrete, svelate ora da lui, ma che, per non svelare nessuna sorpresa, i lettori potranno conoscere integralmente, scorrendo l’intero carteggio.
Luciano precisa che “A giudicare dal suo epilogo, si potrebbe pensare che questo carteggio documenti la storia di un fallimento, perché i due si sono lasciati poco prima degli esami di maturità. Dopo circa tre anni di “lavorio” affettivo, spirituale, razionale, l’ipotesi “pedagogica” si direbbe falsificata. Nessuno dei due compagni di scuola in questione, a distanza di oltre sessant’anni, ritiene però che quelle siano state fatiche e sofferenze inutili, ossia tempo perso. Anzi. A guardare le cose da lontano, si direbbe il contrario. Si è trattato di un’esperienza di notevole intensità, che ha insegnato a entrambi, con tonalità diverse, a capire il valore e il dramma della libertà, dell’amore, dell’amicizia, dell’impegno a “fare sul serio”, con onestà, nello studio, nella progettazione esistenziale, nella vita di fede. Un “patrimonio formativo” di grande valore, che ha dato i suoi frutti nelle due famiglie che, in virtù di quel “fallimento”, si sono costituite negli anni seguenti. Ne fanno fede le lettere che i due si sono scambiati trentacinque anni dopo, quando a lui parve che la restituzione a lei di copia di quei fogli ormai ingialliti fosse utile per fare un breve bilancio dell’esperienza conclusa e perché anche lei potesse disporre di qualche documento utile ad avviare un dialogo con i nipoti, i ragazzi di oggi, che vivono in un contesto tanto diverso da quello degli anni ’50.”
Diogene Multimedia riserva uno sconto ai soci Uciim (18 euro invece di 22 con spedizione gratuita), acquistando il volume “INCIPIT VITA NOVA” di Luciano Corradini, direttamente dal sito della casa editrice: https://diogenemultime dia.com/prodotto/incipit-vita-nova-riservato-agli-iscritti-uciim/ indicando nella “Nota all’ordine” la dizione “Socio Uciim”.
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