Ninni Bruschetta: ‘Sogno una scuola in cui l’insegnamento sia una condivisione di esperienze’

Di Sara Morandi

Ninni Bruschetta è un attore di straordinario talento, noto per la sua versatilità e la capacità di interpretare personaggi complessi sia sul grande schermo che sul palcoscenico. Con una carriera che abbraccia cinema, televisione e teatro, Bruschetta ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico italiano. La sua recente interpretazione nel film “Cena di classe” – nelle sale dal 26 marzo – diretto da Francesco Mandelli, affronta temi di nostalgia e confronto generazionale, mette in luce la sua abilità di trasmettere profonde emozioni attraverso il suo lavoro. Nel corso della propria carriera, Ninni ha sempre mantenuto un forte legame con il teatro, fondando la compagnia “Nutrimenti Terrestri” e dirigendo numerose produzioni di grande rilevanza sociale. Questo solido background teatrale ha sicuramente influenzato il suo approccio alla recitazione cinematografica e televisiva, permettendogli di portare autenticità e profondità ad ogni ruolo che interpreta. Guardando al futuro, Ninni immagina una scuola ideale per i giovani che si fonda sulla condivisione delle esperienze e sull’apprendimento reciproco tra maestri e allievi. Convinto che i giovani siano già cittadini preparati e consapevoli, Bruschetta sostiene che il ruolo degli adulti sia quello di fornire un esempio positivo, evitando di corrompere le nuove generazioni. Il suo sogno è una scuola dove il teatro, inteso come rappresentazione della vita, diventi un mezzo per coltivare valori fondamentali e promuovere una società più consapevole e coesa.

Nel suo ultimo film “Cena di classe”, ha interpretato un ruolo che ha a che fare con la nostalgia del passato e il confronto con il presente. Cosa l’ha colpita maggiormente di questa storia e come si è preparato per il suo personaggio?

“La nostalgia del passato e il confronto con il presente mi investono tutti i giorni. Fortunatamente, amo il presente più qualsiasi altro momento, non fosse altro perché il “presente” è l’unico “dono” che abbiamo, il resto non c’è ancora o non c’è più. Il mio personaggio però è diverso, insegue la giovinezza, che è una contraddizione in termini. Non è stato difficile interpretarlo. Tanti miei coetanei sono così; mi sono ispirato a loro”.

Lei ha una lunga e prestigiosa carriera teatrale, avendo fondato la compagnia “Nutrimenti Terrestri” e diretto diversi spettacoli. In che modo l’esperienza teatrale ha influenzato il suo approccio alla recitazione cinematografica e televisiva?

“Attualmente continuo a lavorare in teatro, come ho sempre fatto. Il teatro è il padre, o meglio ancora la madre, del cinema e della televisione. La recitazione non ha confini. Ci sono delle diverse modalità ma ciò che impari in teatro è la fonte di tutto”.

Tra le sue collaborazioni, c’è stato anche un progetto con il regista Woody Allen in “To Rome with Love”. Come descriverebbe questa esperienza e quale impatto ha avuto sul suo percorso professionale?

“E’ stato un onore più che un progetto. Il tempo stato poco ma posso dire di aver instaurato un’ottima intesa con lui. La cosa buffa è che io parlo poco l’inglese ma ci siamo capiti perfettamente. L’impatto professionale più importante è sempre e soltanto l’esperienza che accumuli. Ogni lavoro è un tassello che costruisce la tua storia. Come nella vita, del resto”.

Guardando al futuro, quale sarebbe la scuola ideale che immagina per i giovani? Quali valori e insegnamenti ritiene siano fondamentali per renderli dei futuri cittadini preparati e consapevoli?

“Ho pubblicato un libro, qualche anno fa, dal titolo: “L’Officiante”. All’interno del testo ho scritto che non esiste un metodo teatrale e che non riesco a immaginare che il teatro si possa insegnare. E siccome il teatro rappresenta la vita, credo che anche nella vita sociale l’insegnamento debba essere una condivisione dell’esperienza, dove il maestro ha più da imparare da suoi allievi che non il contrario. I giovani sono già la nuova società, sono naturalmente cittadini preparati e consapevoli, noi dobbiamo solo dare l’esempio ed evitare di corromperli. E non è poco!”

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