Riforma Istituti Tecnici: proclamato stato di agitazione
La CISL Scuola, insieme a UIL Scuola, SNALS, Gilda e ANIEF, ha proclamato lo stato di agitazione del personale in servizio negli istituti tecnici, chiedendo l’avvio di un tentativo di conciliazione, come previsto dalle normative sindacali nel settore pubblico. La decisione di intraprendere questa azione è stata presa alla luce delle difficoltà riscontrate nell’attuazione della riforma degli istituti tecnici, che continua a suscitare forti dissensi tra il personale scolastico.
Il risultato di questa fase di agitazione dipenderà dalle risposte che arriveranno a seguito dell’incontro richiesto, il quale dovrà svolgersi in tempi molto brevi. In questo contesto, la CISL Scuola sottolinea l’importanza di avere una visione chiara del quadro in cui si opera, non solo in relazione agli obiettivi sindacali, ma anche in termini di praticabilità delle azioni da intraprendere.
L’azione sindacale intrapresa non mira a chiedere l’annullamento o il rinvio della riforma degli istituti tecnici, una richiesta che, in questa fase, risulta irrealizzabile. La riforma, infatti, è stata approvata nel 2022 ed è stata parte integrante delle misure adottate per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il che rende difficilmente modificabile la sua attuazione nel breve periodo. Nonostante ciò, la CISL Scuola continua a chiedere un ripensamento complessivo della riforma, sebbene riconosca che una modifica legislativa di tale portata non sia praticabile nel futuro immediato.
Secondo il sindacato, il rischio di insistere su richieste che riguardano la cancellazione o il rinvio della riforma, seppur legittime, rischia di ridurre l’azione sindacale a una semplice protesta senza reali possibilità di ottenere risultati concreti. Per questo motivo, le richieste avanzate in questa fase si concentrano su aspetti concreti e immediatamente attuabili, che possano davvero portare a un cambiamento tangibile per il personale scolastico.
La principale richiesta sindacale riguarda la tutela della continuità didattica, in particolare per l’anno scolastico 2023-2024. La CISL Scuola chiede che venga garantito a tutto il personale la possibilità di mantenere la titolarità nella scuola di attuale servizio, evitando situazioni di soprannumerarietà. Questa misura sarebbe fondamentale per evitare disagi e per garantire la stabilità del corpo docente, evitando che il personale venga trasferito a scuole distanti, con evidenti difficoltà sia per gli insegnanti che per gli studenti.
Questa richiesta, in particolare, è considerata urgente e praticabile, poiché non richiede modifiche legislative, ma solo una decisione amministrativa che potrebbe essere presa in tempi brevi. Garantire la continuità didattica sarebbe un passo significativo per rispondere alle necessità del personale scolastico, assicurando che l’attività educativa non subisca interruzioni o disagi che potrebbero compromettere la qualità dell’insegnamento.
Oltre alla richiesta di stabilità occupazionale, la CISL Scuola ha avanzato altre due richieste specifiche, che riguardano aspetti più tecnici dell’attuazione della riforma. Anche queste proposte sono considerate praticabili e utili per ottenere risultati concreti senza limitarsi a una semplice manifestazione di disagio. Il sindacato, infatti, non intende ridurre la sua azione a una protesta fine a sé stessa, ma punta a ottenere soluzioni reali, che possano migliorare la situazione del personale scolastico senza aspettare l’attuazione di modifiche legislative che, come già sottolineato, non sono realistiche nel breve termine.
La CISL Scuola, quindi, pur continuando a mantenere viva la propria posizione critica nei confronti della riforma degli istituti tecnici, ha scelto di concentrarsi su ciò che può essere realizzato in tempi brevi, mettendo in campo richieste concrete per il personale scolastico, nell’ottica di garantire il miglior servizio educativo possibile per gli studenti e di tutelare i diritti dei lavoratori della scuola.
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