‘Un robot per insegnante’: a teatro l’intelligenza artificiale per interrogare la scuola che cambia
Un robot può davvero affiancare – o addirittura sostituire – un insegnante? E come si colloca l’intelligenza artificiale nella quotidianità scolastica, tra opportunità, paure e fraintendimenti? Prova a rispondere a queste domande, con il linguaggio della scena e non del convegno, lo spettacolo teatrale “1RxI – Un Robot per Insegnante”, presentato come prima assoluta a Roma l’11 aprile 2026.
L’iniziativa, promossa da WinScuola – ente di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito – porta sul palco un tema ormai centrale nel dibattito educativo, ma lo fa con un registro inedito: quello della commedia.
IA e scuola: dal dibattito teorico alla narrazione teatrale
Lo spettacolo, scritto da Stefano Penge, esperto di tecnologie educative, mette in scena un dialogo simbolico ma estremamente concreto: quello tra un docente, affaticato dalle incombenze quotidiane, e una “robot” progettata per supportarlo attraverso gli strumenti tipici dell’intelligenza artificiale generativa.
È una dinamica che richiama da vicino le domande che attraversano oggi le scuole:
l’IA è un alleato o un sostituto? È un supporto o una minaccia per la professionalità docente?
La scelta del teatro non è casuale. Come si legge nel comunicato, l’obiettivo è “parlare in maniera comprensibile e divertente dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella scuola italiana”, dando forma scenica a dubbi diffusi tra insegnanti, dirigenti e famiglie, spesso disorientati tra informazioni contraddittorie, narrazioni allarmistiche e promesse tecnologiche.
Tra realtà e rappresentazione: i nodi aperti dell’innovazione
La trama si sviluppa intorno a un confronto che è anche interiore: il docente protagonista oscilla tra resistenza, timore e curiosità. La “robot” propone soluzioni, automatizza compiti, promette efficienza. Ma il cuore della questione resta irrisolto: cosa resta, e cosa cambia, nel ruolo educativo dell’insegnante?
Il dispositivo teatrale diventa così uno strumento per affrontare, senza semplificazioni, alcune questioni cruciali:
- il rischio di delega eccessiva alla tecnologia
- la perdita o la trasformazione della relazione educativa
- la necessità di sviluppare consapevolezza critica, oltre l’entusiasmo o il rifiuto
Non è un caso che durante lo spettacolo vengano utilizzati contenuti – testi, immagini, video – generati da intelligenza artificiale. Un elemento che rompe la distanza tra rappresentazione e realtà e che rende il pubblico parte attiva di un’esperienza immersiva.
Formazione e cultura: un binomio ancora da costruire
L’iniziativa si rivolge in primo luogo a dirigenti scolastici e docenti, ma si apre anche alle famiglie, riconoscendo che il tema dell’intelligenza artificiale non può restare confinato dentro le mura scolastiche. La scelta di un evento gratuito, con prenotazione obbligatoria, segnala la volontà di ampliare la partecipazione e favorire un confronto il più possibile inclusivo.
Lo spettacolo sarà ospitato presso l’Aula Magna del Goethe-Institut di Roma e realizzato dalla compagnia “Primo Atto APS”, con la regia di Francesco Mantaci.
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