Dentro la Commissione Falcucci
La senatrice Franca Falcucci fu incaricata nel 1974 di presiedere una commissione per un’indagine sui “problemi degli alunni handicappati”, grazie alla quale venne elaborato un documento molto avanzato riguardante il problema della disabilità a livello internazionale che auspicava e promuoveva un nuovo modo di concepire e attuare la scuola che “proprio perché deve rapportare l’azione educativa alle potenzialità di ogni allievo, appare la struttura più appropriata per far superare le condizioni di emarginazione in cui altrimenti sarebbero condannati i bambini handicappati“.
Il documento della Commissione Falcucci fu propedeutico per la predisposizione della 517, una legge considerata “madre” di tante riforme scolastiche.
Ma della Commissione che ha avuto il merito di elaborare il documento finale si sapeva poco o nulla.
A colmare questo vuoto, anche per dar merito del lavoro dei suoi componenti, hanno provveduto due ricercatori dell’Indire, Francesca Caprino e Simone Consegnati (quest’ultimo per anni coordinatore della formazione di Tuttoscuola e sempre vicino alla nostra comunità) che hanno portato a termine un approfondito e originale lavoro di ricerca: “Dentro la Commissione Falcucci (1974-1975) – Composizione, retroterra culturale e contesto politico dell’integrazione scolastica italiana”, pubblicato su Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 2026 — L’integrazione scolastica e sociale, Vol. 25, n. 1, febbraio 2026. La ricerca è corredata da un’ampia bibliografia.
Il contributo dei due ricercatori propone un’inedita ricostruzione della composizione della Commissione ministeriale, nucleo generativo del paradigma italiano dell’integrazione scolastica.
Muovendo da fonti coeve, si articola un’indagine prosopografica e storico‑istituzionale che mappa i profili dei componenti, il loro retroterra culturale e le intersezioni tra saperi professionali e decisione pubblica. L’ipotesi è che la specifica eterogeneità del gruppo abbia favorito un compromesso tra visioni pedagogiche e sostenibilità organizzativa, preparando il terreno per gli esiti normativi successivi e per un modello di integrazione centrato su diritti, presa in carico interistituzionale, trasformazione della didattica e della professione docente.
Chiusi i lavori, il ministro Malfatti incaricò un ristretto numero di ispettori ed esperti di dare seguito ai rilievi emersi dalla commissione, in vista della nuova legge. Un gruppo che fu denominato «Ufficio speciale per il problema degli alunni handicappati e per il coordinamento delle relative iniziative», che cominciò a elaborare documenti che potessero fare da supporto al processo di integrazione. Poi la Falcucci da sottosegretario diventò ministro e quando fu ministro consentì che l’ufficio speciale per gli alunni handicappati avesse diritto di cittadinanza nell’ambito degli uffici del ministero. Infatti, fu proprio questo gruppo, che cominciò a teorizzare l’entrata di questi alunni in difficoltà nelle scuole comuni». Fu grazie al lavoro del gruppo che, in poche ore, fu scritta la circolare 227 dell’8 agosto 1975. Cambiò così la storia della scuola italiana.
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