Competenze non cognitive e trasversali/2: una cornice culturale per ripensare il curricolo
Parlare di competenze non cognitive e trasversali significa entrare in un terreno complesso, spesso frainteso e semplificato. La sperimentazione avviata dalla Legge n. 22/2025 rischierebbe di perdere senso se queste competenze venissero ridotte a un elenco di abilità “morbide” o a un nuovo adempimento formale per le scuole.
C’è un punto essenziale: le competenze non cognitive non si trasmettono, non si “spiegano” e non si acquisiscono una volta per tutte. Sono posture, disposizioni profonde, che maturano attraverso l’esperienza, l’azione e la riflessione in contesti significativi. Per loro natura, sono incarnate e situate: non possono essere astratte dai contesti di vita e di apprendimento, né decontestualizzate senza perdere senso. È nella relazione tra soggetto, ambiente e comunità che esse prendono forma.
Competenze per vivere la complessità
Con espressioni diverse – competenze socio-emotive, life skills, competenze personali e sociali – la letteratura internazionale richiama da tempo l’importanza di abilità come l’autoregolazione, la resilienza, il pensiero critico, la collaborazione, l’empatia, la capacità di affrontare l’incertezza.
Non è un caso che questi riferimenti attraversino i principali quadri europei e internazionali, dalle competenze chiave per l’apprendimento permanente ai framework europei (LifeComp, GreenComp, DigComp, etc) alle raccomandazioni OCSE e UNESCO. Il messaggio è chiaro: per avere successo a scuola e nella vita non bastano le conoscenze disciplinari, se non sono accompagnate da competenze personali, sociali ed emotive.
Un cambio di sguardo sul curricolo
La vera sfida, per le scuole, non è “aggiungere” attività sulle competenze non cognitive, ma ripensare il curricolo come sistema di esperienze interconnesse, in cui conoscenze, abilità e atteggiamenti si sviluppano insieme.
Questo implica:
- progettare situazioni di apprendimento significative;
- valorizzare metodologie attive e partecipative;
- attenzione ai linguaggi plurimi (verbali, simbolici, corporei);
- cura dei contesti, degli spazi e dei tempi dell’apprendimento.
- investire sulla formazione riflessiva dei docenti.
In questa prospettiva, le competenze trasversali diventano una chiave per rafforzare l’orientamento, la motivazione allo studio, il benessere a scuola e la capacità degli studenti di costruire il proprio progetto di vita.
Una scommessa educativa, non burocratica
Se interpretata in modo profondo, la sperimentazione sulle competenze non cognitive può rappresentare una scommessa educativa di lungo periodo: non un nuovo obbligo, ma un’opportunità per rendere la scuola più capace di leggere i bisogni degli studenti e di accompagnarli nella complessità del presente e del futuro.
Ed è proprio da questa cornice culturale che prende avvio il percorso promosso da Tuttoscuola e dal Festival dell’innovazione scolastica, a partire dal webinar del 3 febbraio, un’occasione per approfondire il senso della sperimentazione e valutare come partecipare in modo consapevole. Iscrizione gratuita al webinar da qui.
Lo spirito della legge sull’introduzione delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado intende quindi valorizzare l’autonomia scolastica e porre la comunità dei docenti come protagonista del proprio processo formativo, auto-formativo in un’ottica di ascolto dei bisogni educativi, dell’analisi delle specificità degli allievi, dei contesti educativi in cui la scuola vive.
Tuttoscuola, in collaborazione con il Festival dell’innovazione scolastica, altri soggetti del mondo associativo e con il supporto di alcune università, intendono proporre a tutte le scuole di ogni ordine e grado di aderire alla sperimentazione nelle modalità attuative e con le risorse previste dalla Legge n. 22 aderendo a un percorso comune di formazione e di ricerca-azione.
Tale percorso intende proporsi come una comunità educante che sia occasione di crescita professionale, di confronto e di progettazione collaborativa, in cui condividere esperienze didattiche, sperimentazioni, riflessioni, strumenti e linguaggi nel rispetto delle specificità di ogni contesto scolastico, per promuovere in modo autentico e contestualizzato le competenze non cognitive e trasversali.
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