Competenze non cognitive e trasversali/1: al via la sperimentazione. Il 3 febbraio webinar con i principali stakeholder

L’avvio della sperimentazione triennale prevista dalla Legge 19 febbraio 2025, n. 22, che introduce lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado, rappresenta per la scuola italiana un’importante occasione di rinnovamento.

Dispersione scolastica, povertà educativa, fragilità emotive e relazionali, crescente eterogeneità culturale delle classi, impatto pervasivo delle tecnologie digitali, analfabetismo funzionale e incertezza rispetto al futuro: è in questo contesto complesso che la legge colloca la sperimentazione, chiamando le scuole a interrogarsi su come sostenere in modo più efficace lo sviluppo personale, sociale ed emotivo degli studenti, insieme agli apprendimenti cognitivi.

L’obiettivo è contribuire alla crescita di soggetti responsabili, critici e creativi, cognitivamente, emotivamente e socialmente connessi, capaci di assumersi responsabilità e di  dare un contributo significativo alla società in termini di pace, inclusione e sostenibilità. Come?

Una sperimentazione senza “ricette” calate dall’alto

Un elemento qualificante della Legge n. 22/2025 è l’impostazione non prescrittiva. La norma non introduce nuove discipline né “ore aggiuntive”, né propone modelli standardizzati da applicare meccanicamente. Al contrario, valorizza l’autonomia scolastica e riconosce il ruolo centrale delle comunità professionali dei docenti, facendo leva sulla ricchezza delle esperienze educative spesso già in atto nelle scuole, dedicate a vario titolo alla promozione delle competenze trasversali (per es. ex PCTO, educazione civica, moduli di orientamento formativo di 30 ore ecc.). La legge pone insomma il collegio docenti come protagonista del proprio processo formativo e auto-formativo, e la sperimentazione intende accompagnare l’intera comunità educativa, guidata dal dirigente scolastico, in questo percorso.
La sperimentazione, disciplinata da un imminente decreto ministeriale, sarà decisiva per individuare:

  • quali competenze non cognitive e trasversali risultano più funzionali al successo formativo;
  • quali metodologie didattiche ne favoriscono lo sviluppo;
  • come osservarle e documentarle senza ridurle a meri indicatori quantitativi.

Il webinar gratuito per capire come aderire

Il Decreto del Ministro dell’Istruzione del 15 gennaio 2026, insieme all’ormai imminente Avviso nazionale di selezione pubblica, apre ufficialmente i termini per la presentazione delle proposte progettuali da parte delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, singolarmente o in rete.
Per offrire un quadro chiaro e approfondito di questa nuova opportunità, Tuttoscuola e il Festival dell’Innovazione Scolastica promuovono un webinar gratuito di approfondimento dal titolo “Competenze non cognitive e trasversali, via alla sperimentazione: tutto quello che c’è da sapere”: Martedì 3 febbraio 2026, ore 17.00. Con la partecipazione di importanti stakeholder istituzionali, accademici e del mondo educativo.
Intervengono infatti:

Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – MIM
Giorgio Vittadini, Università Bicocca di Milano e Presidente Fondazione per la Sussidiarietà
Maria Grazia Riva, Università Bicocca di Milano
Alberto Raffaelli, Presidente Festival dell’Innovazione Scolastica
Giovanni Vinciguerra, Direttore di Tuttoscuola

L’incontro sarà l’occasione per:

– chiarire il senso pedagogico e culturale della legge;
– approfondire le finalità della sperimentazione e le modalità di adesione;
– discutere le implicazioni per la didattica e l’organizzazione scolastica

Un appuntamento pensato non solo per informare, ma per offrire alle scuole strumenti di lettura e di decisione consapevole, evitando semplificazioni e fraintendimenti su un tema tanto rilevante quanto complesso.

Clicca qui per iscriverti al webinar gratuito del 3 febbraio alle ore 17.00

Ma cosa si intende, concretamente, per competenze non cognitive e trasversali?

Perché non si tratta di una nuova materia né di “soft skills” aggiuntive, ma di una diversa cornice culturale e pedagogica?
Lo approfondiamo nella successiva notizia.

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