Il (ri)dimensionamento ha colpito soprattutto il Mezzogiorno

Dal 2015-16 al 2025-26 la percentuale media della riduzione del numero delle istituzioni scolastiche è stata del 12,1%, ma sul territorio nazionale l’incidenza è stata molto differenziata con le punte massime registrate in Basilicata e in Calabria, rispettivamente con il -33,6% per 42 istituzioni soppresse (da 125 nel 2015-16 a 83 nel 2025-26) e -28,3% per 110 soppresse (da 389 a 279).

Invece al Nord, grazie anche a interventi di razionalizzazione operati prima del 2015-16, le percentuali di riduzione del numero delle istituzioni scolastiche sono state molto più contenute, con l’Emilia R. attestata al -2,4% per 13 istituzioni soppresse (545 nel 2015-16 ridotte a 532 nel 2025-26) e la Lombardia attestata al -4% per 46 istituzioni soppresse (1.154 nel 2015-16 ridotte a 1.108 nel 2025-26).

Al Centro Italia meno grave la situazione in Toscana e Umbria, rispettivamente con il -5,3% per 26 soppresse e il .5,6% per 8 soppresse.

Gli effetti di questa differenziazione di incidenza del numero delle istituzioni scolastiche soppresse hanno avuto ovviamente ricadute proporzionali sull’organizzazione dei servizi.

Aree

15-16

25-26

variazione

Nord Ovest

1.933

1.807

126

6,5%

Nord Est

1.328

1.241

87

6,6%

Centro

1.620

1.487

133

8,2%

Sud

2.471

2.004

467

18,9%

Isole

1.156

937

219

18,9%

totale

8.508

7.476

1.032

12,1%

da Portale unico MIM

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