Tutti i miei ‘grazie’ a Don Lorenzo Milani

Grazie perché per raggiungere la tua Barbiana ci siamo inerpicati sulla tua montagna. Mens sana in corpore sano.

Grazie per l’educazione del vivere bene insieme: come si cucina, come si legge un giornale, come si fabbrica una porta, come si nuota, come si scrive una lettera, come si parla francese e inglese.

Grazie per i muri grezzi con le immagini che parlavano ai semplici invitando al viaggio i ragazzi più curiosi. 

Grazie perché hai fatto sentire importante ogni alunno.

Grazie per il minuscolo cimitero in cui riposi. Celebri l’umiltà.

Grazie perché ci ricordi che aspetti pratici, cognitivi e spirituali sono un tutt’uno nell’uomo: essere maestro, sacerdote, artista, amante e amato. O ragazzo.

Grazie perché sei testimonianza che quando un’esperienza accade a un uomo non è questa a lasciare una traccia, ma ciò che l’uomo decide di fare con essa: sei nato ebreo, poi reso cristiano da tuo padre per farti sfuggire alla persecuzione nazista. Poi però hai scelto tu.  

Grazie per le parole semplici della tua didattica: semplici per essere comprese ma ampie per richiamare mondi. Quando oggi usiamo acronimi, sostantivi o perifrasi complesse rischiamo di allontanarci dal vero scopo dell’educazione che è essere compresi dai nostri ragazzi.  

Grazie perché ci ricordi che le cose importanti si contano sulle dita di una mano. Fra queste c’è quella di prepararsi alla morte, per come ciascuno di noi può riuscire a farlo. Tu l’hai fatto Don Lorenzo, non solo non nascondendo la leucemia che ti ha colpito, ma rendendola patrimonio per la vita di tutti.

Grazie per gli ostacoli che i tuoi ragazzi hanno dovuto affrontare quando d’inverno gelavano sotto la neve, per raggiungere a piedi la loro scuola sul cucuzzolo o quando di sera ritornavano a casa, fra boschi e radure. Come possiamo fare nelle nostre scuole di oggi a far capire ai genitori che la giusta dose di ostacoli serve per crescere?