Imparare a comprendere “l’altro”, trovare un punto in comune e stabilire una via di comunicazione che permetta il dialogo sembra un’impresa semplice, ma non lo è. È tuttavia fondamentale, perché rappresenta il principio stesso della convivenza e della pace. “L’altro” possiamo essere noi stessi con le nostre peculiarità, il nostro vicino di banco, il compagno straniero giunto da poco in Italia, o il compagno che incontra maggiori difficoltà o propensione nello svolgimento di alcune attività a causa di una disabilità o di una neurodivergenza. La scuola è il laboratorio prediletto per relazionarsi con l’alterità, poiché riflette l’intera società e trasforma l’incontro con la diversità in una pratica quotidiana arricchente.
Al di là delle definizioni teoriche, come è possibile conoscere, coinvolgere e dialogare concretamente con tutti, valorizzando le specificità di ciascuno? Superare le barriere significa comprendere il contesto e ripensare le regole sulla base delle necessità individuali. A volte è sufficiente modificare una norma di gioco; altre volte occorre introdurre nuovi ruoli o strumenti volti a garantire la partecipazione di tutti. Questo percorso non deve essere calato dall’alto, ma vissuto, sperimentato e progettato insieme: dallo sport all’outdoor, dal gioco alla didattica scolastica.
Partendo da queste riflessioni, alcuni docenti dell’Istituto “Centro 3” di Brescia hanno ideato il progetto “Oltre le barriere”, approvato per l’Anno Scolastico 2026/2027, che coinvolgerà tutte le classi seconde dei plessi Marconi e Mompiani.
Il progetto prevede diversi moduli operativi:
– incontro con lo sport inclusivo: attività pratiche con allenatori e giocatori di baskin, disciplina nata in Italia che adatta regole e ruoli del basket per consentire la partecipazione attiva di persone con disabilità fisiche e/o psichiche;
– ideazione di giochi e attività ludico-didattiche: attraverso il lavoro in piccoli gruppi, gli studenti (supportati dai docenti) potranno modificare un regolamento esistente o crearne uno nuovo.
Alcuni esempi pratici includono:
– adattare un gioco da tavolo per un compagno non vedente mediante elementi tattili in rilievo, superfici ruvide o QR code audio per l’ascolto delle regole;
– supportare un alunno neoarrivato inserendo pittogrammi, immagini e didascalie;
– includere compagni in situazione di fragilità valorizzandone i punti di forza specifici (es. doti artistiche, memoria, competenze linguistiche, abilità motorie, operatività);
– attività outdoor inclusive: organizzazione di esperienze non competitive in aree verdi prossime alla città, pensate per promuovere il benessere collettivo in contesti Il modulo si avvale della collaborazione con il progetto Scalo sogni, realtà che vuole proporre l’attività di outdoor a stampo inclusivo nelle scuole.
Il risultato finale è la realizzazione di un vero e proprio “prodotto” (un gioco o un’attività adattata), che può essere diverso in base al gruppo o alla classe, che costituisce un autentico compito di realtà da condividere con i compagni. Questa proposta promuove e valorizza competenze quali la comprensione della diversità, il pensiero strategico, la negoziazione, l’inventiva e la flessibilità, importantissime nel mondo di oggi e di domani.
Al termine del percorso si scopre così che il vero protagonista non è stato solo “l’altro”, ma la capacità degli studenti di mettersi in gioco, superare le apparenze e impiegare il proprio talento per costruire ponti e momenti di autentica condivisione.
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