Sostegno, Valditara: ‘Stiamo specializzando 40mila docenti. Svolta per la scuola’

La Calabria come laboratorio di alcune delle principali linee di intervento del Ministero dell’Istruzione e del Merito: edilizia scolastica, riforma del 4+2, lotta alla dispersione, innovazione didattica e rafforzamento del sostegno. È il messaggio che il ministro Giuseppe Valditara ha portato con sé nella visita svolta il 17 marzo a Paola, nel Cosentino, dove ha incontrato istituzioni locali e visitato tre scuole del territorio.

Nel corso della tappa calabrese, il ministro ha insistito soprattutto su un punto: gli investimenti messi in campo dal MIM starebbero producendo, a suo giudizio, segnali concreti di cambiamento. Un riferimento che ha riguardato sia la dimensione locale sia il quadro nazionale.

Investimenti sul territorio e scuole da modernizzare

Valditara ha richiamato anzitutto alcuni interventi realizzati nell’area cosentina, soffermandosi sul confronto avuto con il presidente della Provincia e con i sindaci di Cosenza e Rende. Tra gli esempi citati, la realizzazione di tre asili nido nel comune di Cosenza grazie alle risorse stanziate dal Ministero. A Paola, invece, l’attenzione si è concentrata su un investimento di 2 milioni di euro destinato, ha spiegato il ministro, al miglioramento degli spazi scolastici e alla modernizzazione della didattica.

Il passaggio non è secondario: da tempo il nodo infrastrutturale rappresenta uno dei punti più delicati per molte aree del Mezzogiorno, dove la qualità degli edifici e dei servizi incide direttamente anche sulla capacità della scuola di essere presidio educativo e leva di sviluppo locale.

Sostegno e stabilizzazione del personale

Nel corso della visita, Valditara ha poi allargato lo sguardo al quadro nazionale, parlando di due dossier centrali per il sistema di istruzione: il sostegno e il precariato.

Sul primo fronte, il ministro ha rivendicato l’avvio della specializzazione di 40mila docenti sul sostegno, presentando la misura come una risposta al fabbisogno crescente di personale qualificato per l’inclusione degli alunni con disabilità. Un tema che resta strutturale per la scuola italiana, alle prese da anni con carenze di organico, continuità didattica difficile da garantire e forte ricorso ai supplenti.

Quanto al personale, Valditara ha ricordato l’assunzione, a livello nazionale, di 156mila unità tra docenti e ATA precari, sottolineando che una parte rilevante di questo contingente ha riguardato anche la Calabria. Nella lettura del ministro, questi numeri segnano una “svolta” per la scuola italiana e per quella calabrese. Resta però aperta, come noto, la questione della stabilizzazione effettiva nel tempo e della capacità di trasformare gli interventi straordinari in un rafforzamento stabile degli organici.

Il 4+2 e la scommessa della filiera tecnico-professionale

Uno dei passaggi più politici della visita ha riguardato la riforma dell’istruzione tecnico-professionale, il cosiddetto percorso 4+2, su cui il Ministero continua a puntare come leva di connessione tra scuola, ITS Academy e sistema produttivo.

Visitando un istituto tecnico-professionale e l’istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, Valditara ha indicato la Calabria come la regione che, in proporzione, avrebbe investito di più nella nuova filiera, sia per numero di scuole coinvolte sia per partecipazione degli studenti.

Il ministro ha ribadito l’impostazione della riforma: il 4+2, ha ricordato, prende forma solo dove esiste un raccordo reale con le imprese e con gli ITS. L’obiettivo dichiarato è creare condizioni più favorevoli all’occupabilità dei giovani e, nello stesso tempo, sostenere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale. Un’impostazione che il Ministero continua a presentare come particolarmente strategica per il Mezzogiorno, dove la scuola è chiamata sempre più spesso a misurarsi con il tema della transizione tra formazione e lavoro.

Dispersione scolastica e Agenda Sud

Nel discorso del ministro è tornato anche il tema della dispersione scolastica, con un riferimento esplicito ai risultati ottenuti, secondo il MIM, grazie ad Agenda Sud in Calabria, Campania e Puglia. Valditara ha parlato di esiti “straordinari”, leggendoli come il segno di una risposta positiva dei territori alle riforme avviate.

È un terreno su cui sarà importante continuare a misurare gli effetti reali degli interventi, perché proprio nelle regioni del Sud si concentrano da anni alcune delle criticità più persistenti sul piano degli apprendimenti, della frequenza scolastica e delle disuguaglianze educative.

L’intelligenza artificiale entra in classe

Tra gli elementi più innovativi richiamati dal ministro c’è la sperimentazione, avviata in Calabria, dell’uso dell’intelligenza artificiale a supporto della personalizzazione della didattica. Secondo Valditara si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia.

Il tema è destinato a pesare sempre di più nel dibattito scolastico: l’IA non solo come tecnologia emergente, ma come possibile strumento per adattare percorsi, tempi e strategie di insegnamento ai bisogni degli studenti. Una prospettiva che apre opportunità, ma che solleva anche interrogativi non banali su formazione dei docenti, criteri pedagogici, tutela dei dati e qualità dell’interazione educativa.

Le risorse per la scuola calabrese

A chiudere la visita è stato un lungo richiamo alle risorse mobilitate per la Calabria. Il ministro ha parlato di 822 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica, con l’obiettivo di rendere più sicuri gli edifici, e di un investimento complessivo di 1 miliardo e 220 milioni di euro per la scuola calabrese, comprendente anche Piano Estate, Agenda Sud, interventi contro la dispersione, laboratori innovativi e ITS.

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